sabato, agosto 18, 2018
M5s Pomezia

Nota sulla composizione dei gruppi consiliari

Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza sulla questione della composizione dei gruppi consiliari a Pomezia.

La minoranza si rifiuta di rispettare il regolamento di funzionamento del consiglio comunale il quale prevede che i gruppi consiliari devono essere composti da minimo 3 consiglieri e che una soglia diversa e inferiore è possibile solo in due casi: qualora il gruppo consiliare sia formato da un consigliere eletto in una lista che si è presentata da sola alle elezioni e non in coalizione e nel caso del gruppo misto.
A conferma di quanto detto si è espresso anche il segretario generale, interpellato dal Presidente del Consiglio, che di fatto ha invitato tutti i consiglieri comunali al rispetto delle regole.

Stiamo assistendo alla fiera dell’assurdo con rappresentanti delle istituzioni comunali che da poco eletti già cercano di violare il chiaro regolamento vigente e minacciano, a danno della cittadinanza, il blocco dei lavori consiliari. È singolare che sia proprio il consigliere ed ex sindaco Fabio Fucci, a proclamarsi capopopolo di chi vuole violare le regole, visto che il regolamento oggi in vigore è stato approvato nella scorsa consiliatura da lui compreso, e che la questione non riguarda nemmeno la formazione del suo gruppo già costituito da tre persone.

Quale sarebbe la logica che vede ora divisi gli stessi partiti che fino a pochi giorni fa erano in coalizione a supporto del loro candidato sindaco e quindi di un unico programma elettorale? Quale sarebbe la logica della formazione di GRUPPI consiliari formati da una SINGOLA persona, se non la voglia di protagonismo e la ricerca di un titolo che nulla aggiunge ai diritti di ogni consigliere comunale eletto?
Da parte nostra abbiamo già espresso la disponibilità a rivedere il regolamento al fine di ristabilire una serena convivenza tra tutte le forze politiche, nonostante l’attuale regolamento non pregiudichi in alcun modo i lavori del consiglio.
L’atteggiamento di chiusura espresso dalle minoranze consiliari si configura alla stregua di un ricatto gravissimo nei confronti della cittadinanza, che eleggendo i suoi rappresentanti in consiglio, ha scelto persone che dovrebbero portare avanti un programma elettorale e non consiglieri alla ricerca di onorificenze.

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