Poco fa, mentre eravamo al lavoro, siamo venuti a sapere dal PD di Pomezia e da alcuni lanci giornalistici che avremmo commesso “gravi abusi edilizi”.
Infatti il PD di Pomezia ha immediatamente ripreso un articolo a firma di Martina Zanchi, fino a ieri giornalista esclusivamente locale a tutt’oggi promossa ad articolista dell’organo di stampa ufficiale del PD, il quale riporta tutta una serie di informazioni che noi stessi ignoravamo fino a poco fa.
In ogni caso la realtà dei fatti è stata diffusa dal comunicato stampa dell’Amministrazione Comunale che spiega come l’Ufficio Tecnico Comunale, eseguite le approfondite verifiche del caso, non ha riscontrato la presenza di manufatti posti in condizione di illegittimità per come dedotto dalla Regione Lazio.
In buona sostanza oggi siamo venuti a sapere che dietro segnalazione di un costruttore locale, il quale ha ritenuto opporsi all’annullamento in autotutela del piano urbanistico di Torvaianica Alta (deliberato all’unanimità dai consiglieri comunali del M5S poiché si ritiene sia di imbarazzante evidenza il netto sbilanciamento dell’interesse privato a discapito di quello pubblico) la Regione Lazio il 03 marzo 2016 ha proceduto ad un accesso presso gli uffici comunali, al fine di reperire la documentazione tecnica descrittiva delle nostre case ubicate in Pomezia, oltre ad eseguire un successivo sopralluogo presso le stesse.
La circostanza che merita una profonda riflessione è che dopo appena 5 giorni dal perfezionamento del predetto accesso, conteggiando anche i giorni di sabato e domenica, la Regione Lazio ha ritenuto di scrivere al Comune, alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Velletri, nonché per conoscenza al costruttore avendo constatato, a loro dire, la presenza di manufatti posti in condizione di abuso.
Ebbene, alla luce della ricostruzione offerta dalla Regione Lazio, appaiono più che evidenti tutta una serie di grossolani errori.
Infatti, oltre ad aver confuso i progetti delle singole proprietà, a sostengo della propria tesi, la Regione ha ritenuto allegare fotografie raffiguranti le case, fermo restando che una di esse, con tanto di freccia indicante l’esatto immobile, non risulta essere di nostra proprietà ma di altra persona, confermando quindi l’erroneità della propria tesi.
Naturalmente tale errore è stato prontamente rilevato dall’ufficio tecnico del Comune di Pomezia, il quale ha riscontrato nel dettaglio la nota regionale facendo presente che semmai l’unica comunicazione che dovrà inoltrare al Consigliere Raspa avrà ad oggetto la richiesta di rimuovere una piccola cabina box in legno semplicemente poggiata nel giardino, e utilizzata per custodire gli attrezzi da floricultura.
Ferme restando le erroneità descrittive sopra spiegate, appare evidente alcun presunto abuso edilizio è stato mai perpetrato dai consiglieri Raspa e Petriachi
A questo punto occorre l’obbligo eseguire una profonda riflessione sul comportamento dei nostri avversari politici, i quali, mai come questa volta, hanno ritenuto di superare ogni limite della decenza, alla luce della deriva di quello che dovrebbe essere, anche se acceso, un confronto politico.
Infatti siamo arrivati al punto che ci accusano, senza neanche avere contezza della realtà dei fatti, di gravissime violazioni urbanistiche su case che abbiamo comprato finite in ogni parte finanche 23 anni fa direttamente dai costruttori, con tanto di rilascio di certificazione attestante la conformità.
Calunniate, calunniate, qualche cosa resterà, sembra essere il loro motto.
Inoltre cosa dobbiamo pensare degli enti sovraordinati che in brevissimo tempo compiono verifiche su costruzioni ultraventennali di proprietà di consiglieri, addirittura confondendole e prendendo grossolani abbagli, informando la Procura di dedotti e/o accertati abusi strutturali eseguiti in difformità delle autorizzazioni edilizie a suo tempo rilasciate, deduzioni rivelatesi poi assolutamente irreali.
E’ ormai chiaro che sono in atto tutta una serie di tentativi di condizionamento allo scopo di arrestare la nostra azione politica ed amministrativa, che, unitamente al resto dei consiglieri M5S Pomezia è mirata anche alla verifica puntuale di titoli edilizi rilasciati dalla precedente amministrazione PD.
Ora si è passato ogni limite di confronto politico – istituzionale.
E’ un dato di fatto che stanno cercando di colpire politicamente sia da destra che da sinistra individualmente i consiglieri M5S, come già avvenuto poco tempo fa in occasione di un’aggressione mediatica in danno di una nostra collega Consigliera Comunale, anche in quel caso con accuse completamente prive di fondamento, false ed infamanti, aventi ad oggetto fantomatici abusi edilizi.
Noi, insieme a tutti i colleghi Consiglieri M5S, al Sindaco e agli Assessori, porteremo fino in fondo e senza esitazioni l’impegno che abbiamo preso con i Cittadini di Pomezia.
Fatevene tutti una ragione!

Giuseppe Raspa e Gianfranco Petriachi

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Le falsità del PD e i grossolani abbagli della Regione Lazio , 4.0 out of 5 based on 17 ratings
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2 Responses to Le falsità del PD e i grossolani abbagli della Regione Lazio

  1. Rolando Alberto Borzetti scrive:

    Attenzione a quella casett PORTA ATTREZZI, PERCH* VIENE CONSIDERATA UNA COSTRUZIONE A TUTTI GLI EFFETTI E RICHIEDE DEI PERMESI SPECIALI E COMUNQUE DEVE ESISTERE UNA PRATICA EDILIZIA-
    Per quanto riguarda la questione morale, il pd dovrebbe ripassare i discorsi di Berlinguer prima di parlare. Su questo territorio ne abbiamo viste di tutti i colori.
    In quanto a voi e al Movimento stesso dico tenete duro e attenzione, perché gli attacchi più assurdi verranno sia da destra che da sinistra.
    Vi auguro e di superare anche queso ostacolo che non sarà l’ultimo, ma noi tutti siamo con voi.

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  2. Rolando Alberto Borzetti scrive:

    L’art. 20 del Nuovo Regolamento Edilizio, dispone che la realizzazione di modesti fabbricati in legno, privi di qualsiasi fondazione stabile e pertanto di palese removibilità, è riconducibile all’attività edilizia libera, per la quale occorre presentare la Comunicazione di inizio dei lavori -CIL-con allegata relazione tecnica asseverata ed elaborati grafici. Per rientrare in tale fattispecie, la casetta in legno, oltre ad essere priva di qualsiasi fondazione stabile, deve essere adibita a magazzino/deposito attrezzi per giardinaggio o al gioco dei bambini, fino ad una superficie coperta massima di mq. 8,00 e di altezza in gronda non superiore a m. 2,20. Inoltre deve essere di pertinenza degli edifici residenziali, nel numero massimo di uno per ogni unità abitativa su area di proprietà o con diritto di uso esclusivo; nei condomini, sulle aree scoperte non assegnate in uso edsclusivo a singole unità immobiliari è ammesso un solo manufatto;
    se la casetta supera i limiti sopra descritti, è da considerarsi NUOVA COSTRUZIONE, per la quale serve un titolo autorizzativo che si chiama Permesso di Costruire.

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