Il prezzo del menù per una famiglia in grave difficoltà economica (quelli che i giornalai e politicanti vari definiscono, per rimarcare senza pietà la disuguaglianza sociale, “povera”) sarebbe meno di 50 cent a pasto completo (addirittura ulteriormente dimezzata dal secondo figlio). Qualora scegliessero la possibilità, in piena autonomia, di portare una merenda da casa, avrebbero diritto a spendere 5 cent in meno al giorno, dunque circa 1 euro al mese.

Dunque per la stampa ed i politicanti, la differenza tra una famiglia “ricca” ed una in grave difficoltà economica ( ah.. scusate.. “povera”) è valutata in …1 euro al mese.

Scopo della differenziazione del costo è chiaramente garantire il diritto di portare una merenda salutare da casa con il diritto, per tutte le classi sociali, di non pagare ciò che non sarebbe utilizzato, evitando lo spreco di una merendina consegnata e non consumata.

Ai giornalai prezzolati e politicanti, locali e non, certo non interessa la verità. Devono scrivere e dire balle, questo è il loro deprimente compitino. Volenti o nolenti sono alla costante ricerca della menzogna da diffondere, deviando la percezione della realtà e traendo molti (chiaramente liberi di esprimere una opinione) in facile inganno.

Questo video non lo vedrete mai sui loro profili FB, giornali on line, blog. Non lo vedrete mai in TV.
A meno che…

A meno che iniziamo, tutti, da ora, a fare la nostra parte. Loro non vogliono informarsi? Ci pensiamo noi. Postiamo questo video sui loro profili, sui loro blog. E se ci bloccano, chiediamo ad un amico di proseguire.

Vogliono diffondere notizie su Pomezia, sul sindaco “grillino”? Accontentiamoli. Diffondiamo la verità ad un nostro conoscente, postando questo video o raccontando a voce la realtà dei fatti. Anche ad uno solo. E chiediamo a lui di fare altrettanto.

Il vento della verità spazzerà via la menzogna, insieme al tratto della matita di domenica prossima che spazzerà via i menzogneri. Ci vediamo stasera venerdì 23 in Piazza San Giovanni a Roma e domenica ai seggi.
Non mancare. La Storia non aspetta.

M5S Pomezia

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4 Responses to Le merendine nelle scuole di Pomezia. Il vento della verità spazzerà via la menzogna ed i menzogneri.

  1. Max scrive:

    Caro Fabio,
    caro Giuseppe,
    continuate a parlare dei diritti delle famiglie di spendere, di scegliere e di decidere,
    continuate a parlare dei giornalisti che strumentalizzano e degli avversari politici che approfittano meschinamente del caso,
    in realtà vi sfugge il nodo del discorso e cioè che una amministrazione pubblica non dovrebbe adottare misure che possano agevolare o determinare, seppur involontariamente, seppur minimamente, condizioni di disuguaglianza, soprattutto quando si parla dei nostri figli.
    E’ una questione di principio, non di diritto o di economia.
    Ma comunque, è chiara la vostra buona fede così come è chiara la malafede di chi ha sottolineato questo fatto come una imperdonabile violazione dei diritti di uguaglianza. Quest’ultimi farebbero bene a cercare in altro luogo tali violazioni, l’Italia ne è piena.
    …. sempre forza M5S… vinceremo.

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  2. giuseppe scrive:

    Ognuno è assolutamente libero di espreimere la sua opinione, come dicevamo, condivisibile o meno e di questo ti ringraziamo. Qui la questione, come evidenzi, è che i cittadini possono farsi molto difficilmente una propria opinione.

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  3. romolo politi scrive:

    la discriminazione tra poveri e ricchi è sempre esistita fare prima una riflessione prima di parlare male io stesso non è che tutti i giorni posso mangiare l’aragosta questa strumentalizzazione della differenza e patetica i giornali come la tv devono essere presi x quello che sono.
    caro fabio la tua buona fede ti si legge in faccia continua il tuo lavoro non ci deludere

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  4. Giorgio scrive:

    Sono d’accordo con voi, la strumentalizzazione è evidente su una questione piuttosto marginale, ma anche voi ve le andate a cercare …..
    Infatti bastava dire che la merenda (che secondo me può anche avere un valore diseducativo in termini nutrizionali) se la possono portare tutti da casa, se vogliono. E’ poi passato in TV che voi decidete e i genitori sono tutti contrari, lasciando intendere che i rappresentanti nella Commissione non rappresentino nessuno, ovvero li avete messi voi “politicamente”.

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