Lo scorso autunno a seguito delle numerose proteste avanzate da parte dei genitori, relative all’eliminazione della quota contributiva versata fino ad allora dal Comune, ci siamo presi come impegno quello di arrivare ad un capitolato che venisse incontro alle diverse necessità delle famiglie anche recependo le indicazioni, i suggerimenti e le richieste che le stesse proprio in quel periodo ci stavano sottoponendo.
La possibilità di fornire alle famiglie la libertà di scelta tra un pasto ordinario ed uno alternativo nasce proprio come proposta di rappresentanze di genitori.
L’indicazione di rendere opzionabile la merendina, venendo così incontro alla richiesta che ci era stata sottoposta, è stata ritenuta possibile in base a tali considerazioni:
- l’eventuale assenza del dolce non comprometteva il giusto apporto di valori nutrizionali del pasto
- nella maggioranza degli istituti scolastici il dolce veniva consumato in un secondo momento ed in classe come seconda merenda.
Mai abbiamo inteso discriminare i bambini in un momento sociale come quello del pranzo. Abbiamo invece accolto l’istanza di quanti ci chiedevano di considerare con lo stesso principio di uguaglianza il diritto delle famiglie di scegliere anche secondo le proprie risorse economiche ma non solo (in diverse occasioni ci sono stati genitori che si sono detti contrari al dolce a prescindere, per motivi legati all’educazione alimentare) e dichiarato più volte la piena disponibilità nel concertare comunque tale proposta in collaborazione con le famiglie, la scuola e la ditta.
L’attenzione che abbiamo dato alle richieste avanzate dalle famiglie e la cura che abbiamo messo nel far si che questo non arrivasse come divisione nelle classi, studiando la modalità meno traumatica per i bambini (la prima merenda, quella della mattina, è già di fatto estremamente differenziata per quantità, tipologia, e costi), non sono state affatto considerate, soprattutto da alcuni giornali che, come nel più scontato dei copioni, hanno approfittato delle dichiarazioni di politicanti vari per usare la notizia in modo esplicitamente strumentale (le elezioni sono ormai prossime) per screditare le azioni di un’amministrazione che coinvolge attivamente i cittadini nelle scelte che li riguardano.
Riassumendo: e’ stato garantito il diritto di avere la merendina confezionata a chi lo chiede; è stato garantito il diritto di portare la merendina da casa (finora non possibile), come si faceva una volta, regola già consolidata in tanti altri comuni italiani; è stato garantito il diritto di non pagare per qualcosa della quale non si usufruisce, sia per chi ha facoltà economiche e chi, con quel risparmio annuale, riesce magari a pagarsi un bolletta delle utenze.
Con questi pseudo paladini della giustizia sociale non avremmo avuto sorte diversa qualora avessimo optato per le altre scelte:
togliere infatti a tutti i bambini il dolce ci avrebbe garantito la nomina di dispotici tiranni che non riconoscono alle famiglie il diritto di scelta per i propri figli (vogliamo giocare a immaginare qualche titolo sui suddetti giornali?); viceversa, lasciare tutto com’era sarebbe stato interpretato come chiaro segno d’insensibilità che l’Amministrazione non perde occasione di dimostrare verso le richieste avanzate dai cittadini.
Trasformare per meri scopi elettorali una libertà di scelta in una discriminazione, tirando impunemente in ballo i bambini, qualifica esattamente chi lo fa.

Gruppo Consiliare M5S Pomezia

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A proposito del capitolato mensa scolastica..., 4.3 out of 5 based on 234 ratings
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29 Responses to A proposito del capitolato mensa scolastica…

  1. Lorenzo scrive:

    vi segnalo orrido articolo Unita´sul tema http://www.unita.it/italia/mensa-pomezia-niente-dolci-bambini-poveri-sindaco-fucci-grillino-rette-mangiare-bando-discriminazion-1.570336

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    • Immagine Avatar Iolanda scrive:

      Grazie Lorenzo, viva la faccia della semplicità….

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  2. adriano scrive:

    Spero quereliate quelli di fanpage che stanno mettendo notizie false su facebook. Mi auguro di vedere un vostro post all’interno della loro pagina. State attenti che vi stanno diffamando

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  3. Michele Sementilli scrive:

    Premetto che sono un orgoglioso elettore del M5S. I bambini sono soliti mangiare dolci, non hanno bisogno di ingurgitarne anche dopo i pasti, si rischierebbe di vedere rifiutare quanto a loro necessario per arrivare al fatidico dolce. Il risultato pertanto è solo quello di vedere discriminato chi può avere il dolce e chi no. Un bimbo non può e non deve chiedersi perché il suo/la sua amichetto/a può mangiare qualcosa che a lui/lei non è consentito. Un suggerimento, levate il dolce dal pasto, non è necessario.

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    • LFK scrive:

      Hai pienamente ragione. Ecco, soprattutto considerando che la merendina post-scolastica è al 70% un dolce. Togliere i dolci e si fa prima. Toglierli a tutti però.

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    • Alberto Tucci scrive:

      Michele scusa ma hai letto o no quello che è stato scritto sopra?
      Riassumendo: e’ stato garantito il diritto di avere la merendina confezionata a chi lo chiede; è stato garantito il diritto di portare la merendina da casa (finora non possibile), come si faceva una volta, regola già consolidata in tanti altri comuni italiani; è stato garantito il diritto di non pagare per qualcosa della quale non si usufruisce, sia per chi ha facoltà economiche e chi, con quel risparmio annuale, riesce magari a pagarsi un bolletta delle utenze.
      In sintesi se a tuo figlio la merendina la vuoi dare gliela dai se gliela vuoi comprare gliela compri altrimenti se non gliela vuoi dare non gliela dai e non gliela compri neanche.

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    • Adriano scrive:

      Lo hanno chiesto i genitori x risparmiare 40 c perchè glie lo danno loro da casa
      Informatevi

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  4. tlerasmus scrive:

    i risultati parlano..hai trasformato il comune in attività da magistrati..mandi tutto ai magistrati..risultati? immobilismo assoluto…capacità decisionale..giusto le merendine dei bambini…che ti vuoi guadagnare odio per l’eternità? peggio di polpot?

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  5. Antonio scrive:

    Eliminate il dolce. Non fa bene ai bambini e il clima in classe sarà’ migliore.

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  6. mesiavince scrive:

    bastava fare un menu’ che come dessert era composto esclusivamente di frutta, un prodotto sano che nessuno disdegna.

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  7. Medo scrive:

    In questo post si sente più che altro rumore di unghie sui vetri.
    In discussione non c’è il principio di lasciare scegliere i cittadini. In discussione c’è il principio di offrire le stesse oppurtunità a chi non può permettersele, cioè di far scegliere anche chi non ha scelta.
    Ci son famiglie che non vogliono la merendina? Benissimo, scalategliela dal conto. Ma per chi la vorrebbe e non può? Se non si volevano polemiche bastava che il comune provvedesse a pagare le merendine per chi non può permettersele ma vorrebbe darle ai propri figli (o sono bambini di serie B?).
    Ps. Non sono un elettore M5s ma ho sempre guardato con simpatia alla democrazia diretta, mi domando perchè si ha così tante volte l’impressione che il M5s prediliga le opzioni binarie. Il mondo non è fatto di V o F, Bianco o Nero, con noi o contro di noi. Così anche in questo caso le scelte potevano essere: A) Merendina sì per chi paga; B) merendina no per chi non la vuole (e può pagarla); C) Merendina sì per chi la vuole e non può pagarla;
    Saluti

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    • Claudio scrive:

      Medo ottima analisi.
      qualcono ti direbbe ENTRA nel movimento e contribuisci a migliorarlo e te lo dico rispettosamente anch’io.

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      • alessandro scrive:

        Cosi poi avrebbero urlato quelli che pagano per la merendina perché discriminati da quelli che non la pagano ma la mangiano! ma per favore!!!… il problema è che si è fatta una cagnara per una merendina crocifiggendo il sindaco, quando per 50 anni nessuno ha mosso un dito e speso una parola per il prosciugamento delle casse del comune più ricco di Italia!!

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    • cioè? scrive:

      Scusa, ma hai letto bene la dichiarazione? sono due offerte diverse, mezza pensione e pensione completa.. cosa centrano i ricchi e i poveri..
      non mi stupirei se mamme ricche malate di mente scelgano quello senza dolce perchè pensano che un bambino debba mantenere la linea.. e dall’altra parte poveri che approfittano dell’offerta con dolce visto che costa di piu fargliene portare uno da casa preso al supermercato..
      Questa è propaganda da cui il m5s di pomezia si deve difendere.. e a quanto mi risulta la scelta del sindaco la trovo corretta.

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  8. furyo scrive:

    Fucci vai avanti così, “non ti curar di loro, ma guarda e passa”, come fai fai, fai sempre male per qualcuno!
    Se togli..perché hai tolto, se metti..perché hai messo.
    Dare la possibilità, richiesta per altro così come ho letto nei post de “il messaggero”, di far portare la merenda da casa, come fanno in altri comuni, è meritevole di menzione e non di demerito, ma siamo in campagna elettorale……

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  9. Claudio scrive:

    Andava sottolineato chiaramente in delibera(spero che sia scritto) che si era provveduto a soddisfare una precisa richiesta dei genitori che non volevano più pagare la merendina perché preferivano portarsela da casa mantenendo però per gli altri la possibilità di usufruire del servizio. Altrimenti la strumentalizzazione delle solite carogne è facile.

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  10. serenella fabiani scrive:

    la scuola non deve essere solo un luogo dove si impara a leggere,scrivere e far di conto…..ma deve essere il luogo dove si impara a vivere insieme dove le discriminazioni sociali devono essere bandite.

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  11. aris scrive:

    sarete pure in buona fede, ma vi siete mossi malissimo. sul fatto quotidiano le mamme vi sbugiardano. a parte questa non notizia pretestuosamente ripescata dai giornali io vi stimo e vi voterò se non altro perchè degli altri non cè da fidarsi assolutamente

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    • giuseppe scrive:

      Legga i commenti sul post di FB del Fatto Quotidiano. Un genitore ristabilisce la verità

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  12. Max scrive:

    Sono d’accordo con Michele, meglio sarebbe togliere definitivamente il dolce dai menù, d’altronde, cito testualmente “l’eventuale assenza del dolce non comprometteva il giusto apporto di valori nutrizionali del pasto”. Se un genitore ha l’esigenza di integrare il pasto del proprio figlio con una merendina lo potrà fare in maniera autonoma. In altre parole, a mio modesto avviso, il “passo falso” è stato quello di istituzionalizzare, anche se indirettamente, una potenziale differenza tra famiglia e famiglia e quindi tra bambino e bambino.
    Comunque sempre forza m5s.

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  13. Efstathios Varvarigos scrive:

    Sono nei 5 stelle di fatto dalla nascita anche se l’autenticazione della tessera per un problema di software del sito, è avvenuta nel 2012. Ma ancora prima sono un grillino della prima ora: mi sono iscritto anche ben 3 giorni al pd per grillo quando si candidò a segretario pd e ho finanziato e partecipato con grande sforzo (per le mie tasche) ai 3 vaffaday. Quindi le parla chi è dalla sua parte.
    Ritengo questa scelta discriminante per i bambini. Io sono d’accordo sul criterio meritocratico/di mercato in base al quale guadagni di più una persona che lavora di più o faccia un lavoro di maggiore complessità o più richiesto e che di conseguenza possa permettersi una macchina o una casa più bella e più ampia e godere di una serie di comodità che il suo impegno e la sua lungimiranza gli hanno corrisposto in termini economici. E’ la vita e sono per la meritocrazia. Ma il punto è proprio questo: perchè investire dei bambini della misura meritocratica che riguarda i loro genitori e non loro stessi? Ovvero un bambino deve sentirsi misurato sulla base del proprio impegno scolastico e dei propri risultati e non già trovarsi di fronte alla lezione della vita (e di questo paese di massoni e raccomandati) che verrai misurato non per te stesso ma per i vantaggi che potrai avere. E’ diseducativo. E’ discriminatorio che un bambino veda un altro bambino poter usufruire di un vantaggio in ambito di scuola pubblica quale una merendina. Questo potrà elaborarlo dopo (e in questo paese tanti di noi hanno imparato ad elaborare il fatto che qualcuno ti sta d’avanti non per suo merito o tuo demerito). Insomma è diseducativo e discriminatorio. Qua bisognerebbe rieducare i genitori che si sono battuti per creare questo divario.
    Riguardo a lei: spero che riveda la cosa e che il movimento la riprenda su questo argomento magari anche sanzionandola se il caso. Per ora occupiamoci delle elezioni. Poi spero che il M5S sappia trovarsi critico rispetto a quanto in questo argomento lei ha operato.

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  14. Lorella Satta scrive:

    in caso contrario, gli avrebbero denunciati per tentato diabete sui bambini ….

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  15. Fabio scrive:

    https://www.youtube.com/watch?v=s93P6PlEGIc&feature=youtu.be
    Grande!

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  16. salvatore pace scrive:

    Secondo me sottovalutate il valore simbolico della cosa e la sua valenza educativa. La scuola – e l”‘asilo” lo è a tutti gli effetti, sia pedagogici che giuridici, è ino spazio di crescita, trasmissione di valori e maturazione del sè. Le istanze delle famiglie vanno mediate dalla valutazione educativa. Mi sembra che in questo caso abbia sbagliato chi ha preso una tale decisione,anche leggendo le motivazioni, che non condivido.

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  17. Angelo Bini scrive:

    E’ comunque mancata sensibilità pedagogica e senso dell’uguaglianza. Anche fosse vero che la notizia sia stata strumentalizzata evidentemente il fatto è carico di criticità altrimenti non avrebbe avuto tanta risonanza. E state misurando il come sia difficile smontare la montatura meditiaca che, anche fosse strumentalizzazione, è comunque passata e appaiono ridicoli i vosri tentativi di giustificarvi. Riconoscete l’errore che comunque esiste. Non lo sapete che la speculazione giornalistica la più carogna ha acceso i riflettori sul M5S?

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  18. Fabio scrive:

    Ero rimasto molto sorpreso dalla notizia. E non c’è dubbio che è stata enormemente strumentalizzato. Da elettore la spiegazione mi chiarisce che è stato fatto tutto in buona fede, ma da padre di una bimba di quattro anni mi sento di consigliaredi rivedere il capitolato. Avete agito ascoltando i genitori, ma in questi casi sono i bambini a dover essere al centro dell’attenzione. I bambini a quell’età vedono solo le differenze ma non sanno capirne il perchè. Un bimbo che non ha la merendina come gli altri si sente diverso anche se magari sta mangiando qualcosa di più sano. Non è detto che un’associazione di genitori sappia decidere per il bene anche di figli che non sono i propri. Credo che dopo aver ascoltato le richieste dei genitori, sarebbe stato opportuno far decidere da un gruppo di psicologi pediatrici. Credo che sia preferibile la situazione inversa. A tutti niente merendina o meglio ancora una merenda sana ed economica (spesso a mia figlia danno il pane con l’olio). Chi vuole che il proprio figlio mangi qualcosa di più “burroso” saprà ben scegliere nei supermercati o nelle pasticcerie artigianali la miglior merenda da farbli portare nello zainetto. Apprezzo molto l’ascolto delle esigenze dei cittadini, ma ci sono decisioni che un Consiglio Comunale deve saper prendere al di sopra delle parti

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  19. giuseppe scrive:

    La verità rende liberi.

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