Punti all’odg
1- Scioglimento del Consorzio per l’Università di Pomezia Società Consortile ARL, ai sensi della Legge Finanziaria 2008 n. 244
2- Approvazione del Regolamento TARES
3- Approvazione del Piano Economico Finanziario e delle tariffe TARES
4- Approvazione dei criteri e degli indirizzi per la nomina dei membri nei consigli di amministrazione nelle partecipate

di seguito le decisioni assunte (con le motivazioni) e gli allegati

Punto 1

Punto 2

Allegato punto 2 – Regolamento per l’istituzione e l’applicazione della TARES

Allegato punto 2 – Categorie di utenze non domestiche

Punto 3

Allegato punto 3 – Prospetto riepilogativo tariffe TARES con le riduzioni ed agevolazioni previste

Allegato punto 3 – Piano economico finanziario e determinazione tariffe TARES

Punto 4

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4 Responses to Delibere consiglio comunale 29.08.2013

  1. furyo scrive:

    Chiediamo o pretendiamo, a fronte del guadagno della Andreani, di intensificare la ricerca di cittadini sconosciuti all’Ufficio tributi. Così pagheremo tutti e pagheremo meno. Ho calcolato per il sottoscritto un aumento del 13,5 % che non è poco, ma che fosse spalmato su tutti i pometini sarebbe meno gravoso per i soliti nomi noti, che dichiarano cantina e posto auto insieme ai metri quadri dell’appartamento. Basterebbe incrociare i dati forniti dagli inquilini di uno stabile per trovare qualche “refuso di stampa nella compilazione della prima dichiarazione resa”.
    Comunque avanti così verso la differenziata spinta, che nel comune nordico di mia moglie spinge tutti a inventarsi modi per risparmiare sull’imposta. La plastica è quasi sparita perché si è tornati al rubinetto o al distributore comunale di acqua riciclando le bottiglie anche di vetro del latte di una volta. Ancora buon lavoro a tutta la Giunta.
    PS ma come fanno i politici a dire che è il più bel lavoro del mondo? Se sento voi è una ammazzata incredibile per riuscire a far quadrare i conti…..me sa che “loro” li conti li facevano sulle nostre tasche! Pro domo loro!

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  2. pietro scrive:

    ottimo

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  3. romolo politi scrive:

    non era facile e non sara’facile organizzare la raccolta in quanto fabio non sa’ l’entita’ della maleducazione e della iinsensibilita’ dei cittadini la raccolta differenziata è stata organizzata male dall’inizio in quanto era un’ALTRA OCCASIONE X MANGIARE SOLDI ORA,CON TANTA BUONA VOLONTA’ CI DOBBIAMO METTERE A CAPIRE ASCOLTANDO I CITTADINI DOVE SONO LE FALLE MAGGIORI TORVAIANICA è UN BRONX MARCIAPIEDI DIVELTI MATERAZZI SULLE STRADE E CATASTE DI MOBILI ROTTI DIVANI ECC COME POSSIAMO PARLARE DI DIFFERENZIATA SE NON C’E CONTROLLO DEL TERRITORIO,SE NON CI SONO MARCIAPIEDI E LA LITORANEA PIENA DI BUCHE CHE ALLE PRIME PIOGGE SI RIEMPIONO DIVENTANDO ANCORA + PERICOLOSE,I BAGNANTI ED I PASSANTI DOVE LE DEBBONO BUTTARE LE CARTACCE SE NON Cè UN CESTINO IN GIRO,ALLA LUCE DI TUTTO CIO’ LA GENTE VEDE IL DEGRADO E SI ADAGIA SUL DEGRADO I VIGILI NON VANNO SCIOLTI X FARE SANZIONI AI CONDOMINI CHE SI TROVANO I RIFIUTI NEI CASSONETTI GETTATI DA ALTRI QUESTA NON è COLLABORAZIONE MA FARE CASSA ALLORA CARO FABIO IO TI HO VOTATO E LO RIFARO’ MA TI PREGO NON ENTRARE NEL VORTICE DELLA POLITICA VAI TU STESSO A VEDERE CON I TUOI OCCHI VALUTA LE PERSONE I CITTADINI SERI ED AFFIDABILI E SOPRATTUTTO DISINTERESSATI CHE VIVENDO QUI DA ANNI LA SANNO UN PO’ PIU’ LUNGA.
    CORDIALI SALUTI ROMOLO VIA POLONIA 146

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  4. Fabrizio Rasori scrive:

    Vivo a Pomezia ormai da 4 anni (prima ero a Roma), e ho avuto tempo per valutare pregi e difetti del mio nuovo paese.
    Mi colpirono, sin da subito, le evidenti potenzialità disperse della cittadina.
    E’ difficile trovare riuniti nello stesso luogo:
    1. un grande polo industriale (ancora grande nonostante le crisi ricorrenti dagli anni 80 in poi) funzionante con presenze importanti nella meccanica fine e nella chimica e farmaceutica;
    2. una estesa e popolosa cittadina turistica (Torvaianica) posta su uno dei più bei litorali italiani;
    3. un esteso territorio agricolo con produzioni di rilevo sia nel caseario che nell’ortofrutticolo;
    4. un polo universitario posto in un vero e proprio campus;
    5. una distanza dalla capitale di non più di 20 kilometri.
    Con uno solo di questi punti, ci sono cittadine in Italia che vivono agiatamente: Perugia, Ascoli Piceno, L’aquila (prima del terremoto), sono città che basano la loro economia sulle loro università.
    Invece qui, i punti di forza che ho elencato sembrano invisibili. Assenti nel dibattito.
    Certo, su questi punti bisogna lavorare, farli diventare cifre identitarie della cittadina. Il polo industriale va governato, fatto vivere al paese nelle sue eccellenze, collegandolo con la ricerca e lo sviluppo.
    Certo, l’università può diventare un polo formativo e di ricerca per il polo industriale, e per diventarlo ha bisogno di strategie, di sviluppare un rapporto, anche logistico, più stretto con il tessuto urbano di pomezia.
    Certo, Torvaianica vive anche momenti di degrado, ma è una cittadina che raggiunge in estate punte di inurbamento pari a metropoli, e il rispondente patrimonio edilizio dovrebbe fruttare qualcosa all’amministrazione in termini di IMU sulle seconde case, e quindi di risorse per eliminare le aree di degrado.
    Certo, il territorio agricolo vive di una sua vita separata, in ritmi e luoghi, rispetto al vissuto cittadino. Pure non sarebbe poi così complesso promozionare le produzioni tipiche, il consumo a km zero.
    Certo, Roma è vicina, eppure così lontana. 20 km di esasperante Pontina ci separano dalla Capitale, e 8 kilometri di ancora più esasperante strada dei castelli romani ci separano dalla stazione di Santa Palomba, dove si può giungere solo a bordo del famigerato 1, di cui non si capisce il senso delle frequenze, buone solo a farti perdere almeno 4 treni utili nelle ore del mattino di massimo utilizzo.
    In un paese normale, da tempo sarebbe in funzione la metropolitana leggera Ardea-Torvaianica-Pomezia-SantaPalomba-Pavona, e tale opera sarebbe stata anche l’occasione per la realizzazione di un PRG in grado di governare lo sfruttamento edilizio del territorio, limitandone il consumo e recuperando le aree industriali dismesse.
    In attesa di abitare in un paese normale credo però si possa pensare a un servizio navetta con la stazione, pensato in orari e frequenze sulla base dei treni in passaggio.
    Si. Continuo a pensare che Pomezia ha grandi potenzialità.
    Per questo sono rimasto colpito negativamente dalla decisione di sciogliere il consorzio per l’Università: Così si spegne una forte potenzialità. Così muore la possibilità di dare a Pomezia una occasione di crescita economica con l’indotto universitario, e muore la possibilità di creare un polo di ricerca e sviluppo connesso al polo industriale. Certo, tutto ancora da fare,ma nulla vieta di farlo.
    Capisco le difficoltà economiche del comune, ma mi pare sbagliato tarparsi le ali. Meglio sarebbe cambiare tutto. Cercare altri soci nel mondo industriale, cambiare indirizzi di studi con altri più coerenti con il territorio, cercare strade nuove per connettere logisticamente il campus con il centro cittadino.
    Insomma sono critico rispetto a questo intendimento e spero si possa valutare la cosa con una ottica più di sistema del territorio, e meno legata al conto economico.

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