Ogni tanto la cronaca nazionale ci lascia sconcertati con accadimenti che vanno oltre la cronaca perché toccano la sfera dei principi morali ed etici, non solo delle singole persone che ne sono strettamente interessate, ma della popolazione intera. Mi riferisco per esempio, ai migranti (uomini, donne e bambini) che muoiono in mare nel tentativo di raggiungere le nostre coste, alle numerose donne sempre più vittime delle violenze di uomini repressi e incapaci di distinguere i valori veri da quelli falsi della odierna società, alle continue  impunità di uomini appartenenti alle forze dell’ordine che si sono macchiati anche di omicidi, non più degni di indossare la divisa ma che l’omertà istituzione consente e protegge, a fatti di  pedofilia, a richieste di eutanasia, ecc. Ecco, quando queste cose accadono, come la “violenta” provocazione del sindacato di polizia Coisp, di questi giorni,  nei riguardi della mamma di Federico Aldrovandi, la popolazione intera si sente coinvolta, sia perché ci si identifica come padri e madri, sia perché si apre la questione del ruolo delle forze dell’ordine e della giustizia; così se  ne parla, ci si confronta , si cerca di capire, perché è lecito, umano e soprattutto doveroso indignarsi e prendere posizione. Davanti certi fatti la neutralità non esiste e non può essere giustificata da nessun motivo perché c’è una persona che soffre non solo per le cause dirette, ma per una società che ha permesso e permette che questo accada. La società siamo noi e che siamo semplici cittadini, o riuniti in associazioni, partiti politici, credi religiosi o movimenti non possiamo tiraci indietro. Il silenzio in questi casi vale come la seguente frase: “non intervengo, perché non mi riguarda e non mi conviene intervenire”. Questo atteggiamento, per capirci è quello che tenevano milioni di italiani negli anni del fascismo di  fronte alle violenze e alle deportazioni di milioni di ebrei, solo perché non si era ebrei. E sappiamo tutti il risultato. Che poi il non intervento sia dato da paura, da timidezza, o da convenienze elettorali, il risultato non cambia, ma l’ultimo motivo è sicuramente il più condannabile. Dal Movimento 5 Stelle pometino, col quale mi identifico e al quale mi rivolgo,  potrebbero arrivare risposte del tipo: “ma noi siamo una piccola realtà, cosa potremmo cambiare”. A questo eventuale appunto, rispondo non solo quanto invece sia doveroso come ho già scritto, ma quanto sia importante anche per fondare un Movimento di pensiero e non solo di persone. Rispondo che anche quando ci si confronta solo per capire quale sia la mobilità o la politica ambientale migliore per la nostra città è importante prima raggiungere se non un pensiero comune un comune intento di interessi e che questi non sono però mai neutrali, ma sempre e comunque politici, quindi etici e morali.

VN:F [1.9.22_1171]
Vota questo articolo
Valutazione: 5.0/5 (3 voti espressi)
Il Movimento e le grandi questioni morali, 5.0 out of 5 based on 3 ratings
Share →

One Response to Il Movimento e le grandi questioni morali

  1. Giuseppe Raspa scrive:

    “La società siamo noi e che siamo semplici cittadini ….. non possiamo tiraci indietro” Infatti così hai fatto, giustamente, da “semplice cittadino”. In questo caso, dato che toccano la sfera dei principi morali ed etici che vanno ben oltre la sfera di Pomezia, ognuno di noi esprime personalmente, direttamente e pubblicamente la propria voce, confrontandosi con altri cittadini.
    Per il resto, basta vedere i vari intenventi nel tempo che la madre di Federico ha fatto sul blog di Beppe, perchè chiunque dotato di un minimo di senso civico non provi solo umana “pietà”, unità a tanta rabbia, nei confronti di chi ha manifestato quel giorno, dopo cotanta sentenza.
    Aggiungo con le Istituzioni che inermi, sempre di più lasciano alle Forze dell’Ordine il compito di “risolvere” problemi politici, sociali ed economici. Usando sempre più forte i manganelli. Fino a che…

    VN:F [1.9.22_1171]
    Valutazione: 5.0/5 (1 voto espressi)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *