Questa è la mappa pubblica del lavoro che ad oggi ho effettuato su Torvajanica con monitoraggi delle antenne e foto dei siti (cliccate sui segnapunti ).

Vorrei valorizzare il lavoro inserendolo nella richiesta di regolamento comunale ;in ogni caso il problema di queste antenne vicino le scuole rimane aperto e da portare avanti anche in maniera scorrelata dalla mancanza dello stesso regolamento,perchè ciò è già normato dalla legge dello stato.

Fatemi sapere cosa ne pensate e come vogliamo organizzarci per miglioralo.

Un saluto a Tutti

Christian De Nisi

QUI LA MAPPA

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Elettrosmog Mappa antenne e monitoraggi effettuati, 4.5 out of 5 based on 6 ratings
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28 Responses to Elettrosmog Mappa antenne e monitoraggi effettuati

  1. leonhart358 scrive:

    un gran bel lavoro complimenti sei una persona da ammirare perché hai trattato un tema scomodo a molti perché non pubblichiamo un articolo su i giornali di Pomezia e torvajanca per far prendere visone a una larga scala di persone questi dati

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  2. Cavaliere Nero scrive:

    Grazie 🙂 , prima di darlo in pasta ai giornali direi di parlarne in gruppo per fare prima un azione ,i giornali dovranno essere la coda del lavoro fatto istituzionalmente altrimenti diventa una bolla e basta. Aspettiamo che qualcuno del gruppo ambiente ci dica come muoverci e valutiamo. Se sei di Pomezia e hai individuato un pò di antenne possiamo allargare il monitoraggio e la mappa.
    Buon natale 🙂

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  3. leonhart358 scrive:

    io vivo al di fuori da Pomezia, in una zona d’ombra per quanto riguarda la connessione, qui ancora abbiamo problemi a mantenere una connessione stabile. oltre tutto, la telecom ,non riesce a garantire i due mega di connessione che devono essere obbligatori per contatto, perché, essendo la nostra zona a bassa densità popolare, 568 abitanti più o meno ,non abbiamo il trattamento che anno le grande città .
    ma da una parte se non altro abbiamo un a campagna bellissima, con ettari di terreno anche se purtroppo infruttifero, per problemi della crisi che conosciamo tutti, pero preferisco che rimanga cosi, piuttosto che sorbirmi tutte le radiazioni che questi impianti portano .
    buon natale anche a te e a tutta la tua famiglia spero che la tua proposta abbia un buon esito

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  4. Giorgio Maccarri scrive:

    Ciao Christian ,davvero un buon lavoro,certo è che per poter rilevare le emissioni delle relative antenne ci vuole un apparato dedicato..che giusto i tecnici del settore come te possono avere….Da parte mia ,ceme per altri,si può appunto far presente dove sono state posizionate altre istallazioni di ponti radio cellulari gsm…Ad esempio sopra il grattacielo su via dei castelli romani (Vicino Bricofer) ho notato (come plausibile) di aver visto non una ,ma Molte antenne dislocate in ordine perimetrale al tetto….Ad intuito mi vien da pensare che essendo posizionate così in alto potrebbero risultare ai più innoque…,ma in onor del contrario credo le abbiano tarate con un emissione maggiore apposta….chissà…cmq cominceremo sicuramente a prendere visione del problema colletivamente e (censire) un pò nel dettaglio tutto il nostro territorio….Grazie per la tua disponibilità… professionale…

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  5. Giuseppe Raspa scrive:

    come sempre, i cittadini si organizzano per fornire dati ad altri cittadini, li dove le istituzioni sono mancanti o .. peggio. Esattamente come per il contenuto di arsenico nell’acqua
    Grazie Christian di aver condiviso queste info con tutti noi. Questo vuol dire Partecipazione!

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  6. paolo scrive:

    Complimenti Christian, davvero un buon lavoro. Ritengo l’uso di Google Maps per questo tipo di indagini molto utile; anch’io l’ho usato per mappizzare le barriere architettoniche di Pomezia. Per quanto riguarda l’elettrosmog, ti risulta che nell’ultimo decreto Sviluppo siano stati aumentati i limiti?

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  7. Cavalierenero scrive:

    Tks,:) dobbiamo censire il più possibile le antenne sul nostro territorio e poi portalo in risalto al consiglio Comunale , dobbiamo pretendere un regolamento poi qualsiasi approvazione gli uffici ambiente e edilizia privata rilascino se prenderanno la responsabilità difronte ai cittadini.Dobbiamo pretendere che non ci siano installazioni sopra o vicino le scuole penso che la battaglia debba essere questa,inoltre mettere antenne attaccate come ci sono in via pola , è oltre che una danno alla salute anche al paesaggio.Qui c’è una petizione online vi invito a firmarla, poi sull’art 29 del decreto sviluppo non so qual’è lo stato di approvazione sinceramente: http://www.avaaz.org/it/petition/Fermiamo_il_Decreto_Sviluppo_che_liberalizza_le_antenne/?fLDZIbb&pv=5

    http://www.ilcambiamento.it/inquinamenti/ritorno_antenne_selvagge.html
    Ho parlato con gli uffici di edilizia privata e ambiente di Pomezia e tutti scaricano sull’arpa, gli stessi dicono che senza regolamento non possono dare parere negativo,mentre l’arpa lazio dice che se al comune non sta bene può dare il diniego per le installazioni.Ne consegue che tutti installano alla selvaggia e nessuno fa niente.Direi di finire il censimento , depositarlo agli uffici del comune e alla regione Lazio e poi fare una manifestazione pubblica con raccolta firme se necessario. Altrimenti ci rimane solo di farle brillare 🙂 ooops

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  8. giancii scrive:

    Quando il cavaliere nero si attiva è fenomenale ! E’ una grandissima persona e lo posso dire a gran voce. Grazie Cri dell ottimo lavoro.

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  9. Cavaliere Nero scrive:

    ….buongiorno a tutti continuo qui ,ma chiedo a Giuseppe o a chi fa il coordinamento di spostare la discussione se non è ben indirizzata nel forum.
    Detto questo ,ho terminato la mappatura delle antenne su torvajanica, mi mancava Campo Ascolano,Torva Alta e Torva Sud.Presto metterò i dati e avremmo finito il censimento con relative emissioni di elettrosmog.
    Ci rimane Pomezia.
    Vorrei che qualcuno partecipasse a questa attività per stesura documento, quindi aspetto la lista dei facenti parte al gruppo ambiente per contattarli.
    Aspetto il documento del Regolamento che doveva essere approvato in Comune Pomezia e che non è stato approvato per leggerlo e eventualmente inserire proposte e ovviamente si accettano candidature per quelli presenti Venerdì scorso che volessero partecipare al lavoro.
    Ue Uèèèè accorrete numerosi.
    L’obiettivo è: Finire di monitorare Pomezia, creazione relativa mappa, fare una classifica dei top player come emissioni,poi top player vicino zone a Rischio(scuole ospedali ecc), lettura e inserimento proposte su doc del Regolamento presentato al Comune,presentarlo all’assemblea del movimento.
    Passi successivi portarlo alla Commissione ambiente del Comune e allo stesso tempo portarlo in risalto della stampa dei media e al pubblico in piazza.
    Ciao il Cavaliere Nero

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  10. leonhart358 scrive:

    una domanda cosa si intende per stesura del documento ?
    Per monitorare Pomezia hai tutte le risorse che ti occorrono ho c’è bisogno di altre persone ?
    Nel caso avresti bisogno di altre persone queste persone possono leggere e riportare i dati della strumentazione senza formazione ?
    Nel caso necessiti una piccola formazione puoi farci da guida ?
    Nel caso ci dividessimo per monitorare il territorio come individueremo i punti in cui monitorare ?
    questa è la mia email di riferimento se intendi cottattarmi :leonhartgeek88@gmail.com

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  11. Lucio scrive:

    Sono un addetto ai lavori e posso dire con certezza assoluta che i Comuni possono ben poco in merito. Prima del 2003 tutti gli operatori telefonici avevano l’obbligo di tenersi lontano 50 metri dagli edifici sensibili (scuole, ospedali). Per 50 metri si intende il perimetro degli edifici e non l’edificio in se’. Inoltre dovevano presentare il progetto al Comune che doveva emettere la licenza edilizia, dopo aver ottenuto lo stesso i pareri di Regione, se vincolato, ed ARPA per le misure di campo elettromagnetico. Successivamente la Legge Gasparri, Decreto Legislativo 1 agosto 2003, n.259 Codice delle comunicazioni elettroniche, nata per tutelare l’emittenti radiotelevisive (chissà com’è) ha portato notevoli accelerazioni alla realizzazione degli impianti. In sostanza con una Dichiarazione d’Inizio Attività (D.I.A), passati 90 giorni dalla presentazione in Comune del Progetto ed avendo ottenuto il parere dell’Arpa, l’operatore telefonico poteva tranquillamente cominciare i lavori senza che lo stesso Comune potesse opporsi. Inoltre, con la stessa legge, decadevano tutte le misure precauzionali verso gli edifici sensibili. Qualche Comune un po più attento (userei il termine professionale) di Pomezia ha fatto un proprio piano di rete al quale tutti gli operatori devono sottostare delocalizzando gli impianti in aree Comunali, in modo tale che i canoni vadano allo stesso e non a privati cittadini, tutelando il più possibile la situazione. Ho sintetizzato il tutto, spero di essere stato sufficientemente chiaro.

    Un saluto a tutti
    Lucio

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  12. Cavaliere Nero scrive:

    Lucio ,so di che parli e purtroppo hai ragione,ma solo perchè la legge nazionale di cui siamo dotati fa schifo e non rispetta i principi cautelativi della salute pubblica. Detto questo però credo cmq che sia necessario dotarsi di un regolamento ;ciò perchè anche se il Comune non ha grosse possibilità di respingere le installazioni ad oggi , può procedere con un parere di Diniego, verso l’arpa e verso l’operatore; ciò non significa che l’operatore non lo installerà,ma che lo farà in un sito adeguato, in quanto il Comune , potrebbe non ritenere il sito idoneo all’installazione, perchè sotto l’aspetto urbanistico,paesaggistico o di precauzione della salute pubblica ritiene il sito non adatto e da rivedere.
    Purtroppo si tratta di “questioni di lana Caprina”,ma queste ad oggi sono le nostre uniche armi.In ogni caso c’è da dire che se la legge dice che si possono installare le antenne , il regolamento ne normerà l’installazione ordinata e non in maniera selvaggia.Ho paralato con l’Arpa lazio e dice che loro rilasciano il parere tecnico e anche hanno molti comuni che si rifiutano di installare antenne in certi siti, mi hanno detto che il nostro comune non dice nulla e se chiami il comune Ambiente/edilizia privata ti dicono che non possono dire nulla perchè non c’è regolamento….ne consegue che con questa storia fanno il gioco delle 3 carte e noi stiamo a guardare con le facce di babbei. 😉

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  13. Cavaliere Nero scrive:

    leonhart358 : per documento, intendo dire : rivedere il regolamento in bozza che è stato presentato, inserire la nostra roba, x es. il comune richiede che i gestori installino per ogni antenna centraline di monitoraggio consultabili, oppure che vengano pubblicati i dati di emissioni trimestrali per le antenne sul territorio, che il comune preveda data la delicatezza del tema in questione , che una commissione consigliare(comm.ne ambiente) effettui degli studi epidemiologici annuali sui cittadini di concerto con la asl ecc ecc.
    So benissimo che come diceva Lucio l’operatore non è obbligato ,ma inseriamo un processo virtuoso scritto nero su bianco. E’ come scrivere la Costituzione ,sono i fondamenti ,poi come abbiamo visto nessuno li rispetta ,ma scriverli servirà per evolvere il cittadino da Erectus a Sapiens 🙂
    Emanuele (leonhartgeek88@gmail.com) ti spiego io ogni cosa ,ti insegno a leggere lo strumento, ad usarlo a capire dove e cosa monitorare, hai molta voglia e questa può essere una buona occasione per farti le ossa:
    questa è la mia : ilcavalierenero71@gmail.com

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  14. Lucio scrive:

    x Cavaliere Nero: quello che affermi è corretto, ossia alcuni Comuni si sono opposti dando un diniego alla richiesta, ma è un palliativo, la legge tutela in tutto e per tutto gli operatori che rispettano la normativa vigente, ossia che le onde elettromagnetiche non superino i 6 Volt metro. La prassi è sempre la stessa, si finisce al TAR che inevitabilmente da ragione agli operatori, con conseguente spese processuali a carico del soggetto perdente. L’unica cosa che possono fare i Comuni, e molti lo hanno già fatto e altri si stanno adeguando, è la delocalizzazione degli impianti su proprietà Comunali. In tal modo si evita la barbarie di vedere, nel raggio di poche centinaia di metri, più operatori, e, inoltre, i canoni di locazione pagati dagli operatori vanno a finire nelle casse comunali piuttosto che in quelle di soggetti privati. Così facendo, si spera, oltre alla salute dei cittadini si evitano le continue richieste di soldi da parte dello stesso. A Proposito ma a voi non è arrivato nessun aggiornamento della TARSU?

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  15. Cavaliere Nero scrive:

    ciao Lucio…e ti pare poco:) ?
    è proprio questo il piano visto che praticamente non abbiamo armi.Se si riuscissero a delocalizzare attraverso un regolamento sarebbe una buona cosa, sappiamo che la tecnologia serve,ma necessita di una regolamentazione.
    Se non ci fossero stati studi avremmo ancora la marmitta dell’auto di 40 anni fa , oggi abbiamo una meravigliosa Catalitica verde Euro 30 , che però ci spara il pm10 dalla mattina alla sera- Meno co2 + pm10….grande evoluzione.
    Ovviamente Scherzo, vuoi partecipare al gdl su questo tema?, siamo già io leonhart358 ,ci farebbe comodo qualche altro.
    Sulla tarsu non so nulla , sulla home ho visto che ne parlavano, fammi sapere bye

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  16. però si può fare qualcosa per impedire almeno quelle installate sui tetti dei palazzi, in quanto il lastrico solare di un palazzo non è adibito a tale uso “commerciale” ma alla sola funzione di riparo dalle intemperie, e quindi occorre un cambio di destinazione d’uso. Tutte quelle installate senza il cambio di destinazione d’uso del lastrico solare, sono a mio avviso illegali e vanno rimosse.

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  17. Cavaliere Nero scrive:

    Sinceramente non sono un esperto ,ma non credo che ci sia bisogno di un permesso per il commerciale, in quanto quello erogato dalle antenne è un servizio. Poi se tu volessi sul tuo tetto installare un antenna con un generatore eolico ,no mi pare sia necessario nessun permesso se non quello del condominio se lo hai. quello delle antenne sui tetti privati , credo sia un rapporto tra privati e basta e invio all’arpa della doc. Non so nemmeno se interviene il Comune in questi casi.

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  18. Lucio scrive:

    Se andate sul sito del Comune di Viterbo, settore Urbanistica e Centro storico, deliberazione del Consiglio Comunale di approvazione n° 111 del 29/10/2004 (quindi post d.lgs. 259) c’è il Regolamento Comunale per l’installazione e l’esercizio di impianti di Telecomunicazione per Telefonia Cellulare. E’ uno di tanti che hanno redatto i vari Comuni d’Italia per difendersi dal brulicare di antenne. Proporlo agli incompetenti, permettetelo, del nostro Comune non sarebbe male. Per ciò che riguarda i lastrici solari, non occorre nessun cambio di destinazione d’uso, occorre la delibera d’assemblea condominiale, ovviamente favorevole per 750/1000 (2/3) dei proprietari. Votano solo i proprietari, gli inquilini non hanno diritto al voto anche se hanno l’antenna che gli spara sulla testa. Se l’edificio è monoproprietario, va fatto l’accordo solo con il proprietario anche se non ci vive e tutti gli appartamenti sono affittati a terzi.

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    • Cavalierenero scrive:

      Ho concluso Torvajanica qui c’è tutto aggiornato sono presenti Antenne e misurazioni Torvajanica Sud-Centro-Nord-Alta & Martin Pescatore

      basta ricliccare sulla mappa

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  19. Luigi scrive:

    Vediamo di dare una mano al movimento. Sono un collaboratore del PRAEET che sta per “Piano di Riassetto Analitico delle Emissioni Elettromagnetiche Territoriali” che potete trovare sul web digitando http://www.praeet.it
    La struttura è composta da professionisti (me compreso) con esperienze di volontariato ambientale e che credono nello sviluppo sostenibile, grazie a nuove tecnologie e a nuove tipologie di comunicazione. L’obiettivo è la minimizzazione dell’inquinamento elettromagnetico sia da fonti esterne che indoor, ossia prodotto all’interno delle nostre case.
    I nostri strumenti sono gli stessi dell’ARPA, ma la nostra forza nasce da anni di volontariato. Essendo una struttura Etica, rifiutiamo in partenza accordi “sottobanco” con i gestori ma abbiamo studiato delle formule nuove di partecipazione attiva della cittadinanza alla crescente richiesta (direi offerta) di nuove installazioni. L’obiettivo prossimo è l’installazione decuplicata dei ripetitori per essere pronti al nuovo standard “4G” che permetterà di vedere sul telefonino in streaming un film in alta definizione. Siamo a disposizione del Movimento per spiegare alla cittadinanza tutto sull’inquinamento elettromagnetico e le strategie comunali e familiari per minimizzare il problema. La salute è solo una questione politica.

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  20. Cavalierenero scrive:

    Ciao Luigi, mi sembra un ottima notizia la tua disponibilità. la nostra idea è quella senza dubbio di spiegare alla cittadinanza quale sono i rischi di una copertura eccessiva e squilibrata, selvaggia e disordinata.Il nostro comune attualmente è privo di un regolamento che gestisca tutto ciò e vorremmo predisporci per presentare un progetto Salute/compatibile ,ma che dia anche la disponibilità delle risorse tecnologiche al cittadino.
    Grazie di aver scritto,appena il Referente di questo gruppo di lavoro organizzerà un incontro ti inviteremo per discutere dettagli e stilare un piano di lavoro. il tuo cellulare è quello presente nel sito? http://www.praeet.it
    te lo chiedo per facilitare i contatti diretti.

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  21. Scusate il “lieve” ritardo con il quale preciso il mio intervento del 9 gennaio (non è mai troppo tardi) sul cambio d’uso del lastrico solare. Sono cosciente che oggi è sufficiente la delibera della maggioranza dei condomini, ma se vogliamo cambiare veramente qualcosa non lo facciamo certo accettando passivamente leggi e regolamenti fatti da connivenze fra partiti e mercato. La mia “provocazione” nasce dalla lettura di due sentenze, la prima del Tribunale di Milano del 23 ottobre 2002 – n° 12663; la quale ha giudicato nulla ai sensi dell’articolo 1120 2° comma del Codice Civile, una delibera di condominio, non presa all’unanimità, con la quale si è autorizzato l’amministratore del fabbricato a stipulare un contratto di locazione con un gestore di telefonia mobile, locando una parte comune dell’edificio per l’installazione di una antenna. Nelle motivazioni della sentenza si riscontra tra le cause, della nullità della delibera, la mancata preventiva informazione dei possibili rischi che le onde elettromagnetiche potrebbero causare alla salute umana, e in ogni caso, l’installazione di telefonia cellulare va considerata come innovazione vietata, perchè finalizzata alla destinazione del bene. La seconda è una Ordinanza del Tribunale di Bologna, sezione II, dell’8 marzo 2005 n° 1886, che uniformandosi a questo orientamento, ha indicato, che la domanda di installazione va accolta con cautela perchè andrebbero a realizzarsi due pregiudizi per il condomino dissenziente, il deprezzamento del valore commerciale e il turbamento del godimento dello stesso.

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  22. Cavalierenero scrive:

    Ciao Paolo, non metto in dubbio ciò che hai scritto ,ma non credi che attaccandosi a delibere condominiali mal scritte o cavilli di lana caprina non adiamo tanto lontani? certo può essere un opzione ,costosa e pericolosa ,perchè le sentenze avvengono dopo anni e quelli con cui vai in causa hanno la legge dalla loro parte . io credo che se lasciamo decidere un giudice su questo genere di vicende andiamo a delegare anche una possibile decisione che potrebbe svantaggiare una serie di cittadini o una comunità creando in certi casi anche una giurisprudenza contraria.In primis credo che la legge sia sbagliata e finchè non verrà cambiata a tutela della salute e del paesaggio abbiamo pochi strumenti; in primis l’approvazione di un regolamento e la proposta che faceva lucio di concerto con il comune potrebbe trovare punti di convergenza senza andare a battaglie legali.
    Certo tutto ciò deve avere una scadenza temporale

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  23. naselli fabio massimo scrive:

    bel lavoro
    vorrei ripeterlo( ho gia iniziato a cercare le antenne) nel mio municipio IX ex XII
    se possiamo contattarci io sono iscritto al m5s del mio municipio

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  24. luigi scrive:

    Apprezzabile il lavoro svolto con tanta pazienza e devozione, ma lo strumento usato per le misurazioni non garantisce la precisione delle misurazioni. I valori riscontrati non sono attendibili tanto da poterli utilizzare per dar fastidio ai gestori… Sul giornale “il caffé” di qualche giorno fa (http://www.ilcaffe.tv/pdf/castelli264/pageflip.html) lo strumento indica un valore di 3,15 V/m di fronte ad una scuola di Albano Laziale. Ci siamo tornati con lo stesso strumento usato dall’Arpa ed il livello misurato è inferiore a 0,2 V/m quindi almeno 15 volte inferiore. Che dire, se ci teniamo alla salute del cittadino bisogna fare sul serio! Se vogliamo dotare la città di Pomezia di un Piano delle Antenne serio che metta insieme, la crescita sostenibile e la salute dei cittadini, battete un colpo.

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  25. Cavalierenero scrive:

    Luigi, secondo la legge non sono attendibili neanche 3,15 V/m (anche se secondo me è un valore pericoloso ), da poter utilizzare per dar fastidio ai gestori, in quanto secondo la legge sono a norma questi valori.
    Le misurazioni che abbiamo fatto sono state fatte con 2 strumenti diversi che se anche non certificati hanno dato valori molto similari, purtroppo la certificazione degli strumenti spesso costa + dello strumento stesso,ma per ora ci serve per capire in linea di massima se ci sono situazioni pericolose. Quello di Albano può essere un caso sia di malfunzionamento dello strumento ,sia che la misurazione sia stata effettuata male perchè intervenivano altri fattori, oppure che alla misurazione i valori erano effettivamente quelli ,mentre all’intervento dell’arpa erano stati opportunamente abbassati dal gestore….spesso fanno queste furbate.
    Se hai uno strumento certificato e ufficiale possiamo far le misurazioni con il tuo e vedere se ci sono discrepanze.In ogni caso per il programma delle elezioni è stata predisposta la base di un regolamento delle antenne…prova a dargli un occhiata e vedi se ti risulta serio.

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  26. luigi scrive:

    Ciao Cavalierenero, quanto scritto sul programma va bene, Tieni presente che nel momento in cui l’amministrazione comunale fa fare il Piano delle Antenne, tutti i gestori devono predisporre e rendere pubblico il loro piano di rete ovvero ciò hanno in mente in termine di nuove installazioni. Quello che abbiamo fatto in passato su varie città italiane, è di elaborare un piano di riduzione delle nuove installazioni pur manetenendo la copertura della città con il minimo livello possibile a garantire la salute ed il corretto funzionamento degli apparati. Non è possibile vietare le nuove installazioni ma è possibile farlo in maniera sostenibile mettendo quindi daccordo cittadini, gestori, comune. Per far questo è necessaria l’esperienza ed un buon curriculum dei piani eseguiti. Per approfondimenti e/o sopralluoghi di controllo, mandami una mail privata in modo da poterti inviare il mio recapito telefonico. Ciao

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  27. Cavalierenero scrive:

    Ciao Luigi, considera che quanto scritto in questa parte del programma è stato elaborato con quanto da te consigliato nei precedenti post, (Cioè sicuramente una concertazione tra A,Comunale e fornitore di servizio ) proprio al fine di arrivare ad un obiettivo concreto per tutti , cioè un servizio fruibile ,ma con impatti minimi per la popolazione e per l’ambiente e con studi e lavori da parte nostra al fine di avere un documento base moderno e abbastanza attuale.
    La tua email forse non la ho, se mi scrivi qui facciamo un incontro e magari testiamo i nostri strumenti con il tuo per verificarne l’efficienza.
    Grazie Ciao
    Scrivimi qui e ti rispondo quanto prima : ilcavalierenero71@gmail.com

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