Stiamo perdendo di vista il vero significato della vita.
Viviamo in un mondo dove la parola “progresso” è diventata erroneamente il sinonimo di “profitto”. L’umanità non riesce più ad andare avanti se nessuno può guadagnarci qualcosa.
Ci sono interi paesi che muoiono di fame e paesi molto più grandi che hanno abbastanza risorse per sfamare se stessi e i paesi in difficoltà. Ma “costa troppo”.
Siamo diventati schiavi dei soldi e del potere, ormai le regole le fanno le banche. Persino chi dovrebbe incoraggiare la spiritualità vive nell’oro e rimane sordo al grido d’aiuto che proviene dalla Terra.

Chi si considera più progredito tra tutti gli stati e le nazioni, aiuta solo quei paesi in cui ci sono risorse da sfruttare. Altrimenti tutti gli sforzi sarebbero vani.
Non esiste più la voglia di crescere per aiutare se stessi e gli altri. Non esiste più la voglia di crescere, solo quella di guadagnare.Ci sono malattie apparentemente incurabili, ma tecnicamente curabilissime, se non fosse che la ricerca per trovarne le cure “costa troppo”. Le grandi aziende farmaceutiche preferiscono continuare a far morire milioni di persone piuttosto che cercare di trovare una cura senza guadagnare profitti. La ricerca potrebbe aiutare, ma i fondi pubblici sono sempre insufficienti perché parte di essi sono comunque destinati anche a privati, che pensano sempre ai loro interessi, prima che alle vite da salvare.Il capitalismo selvaggio ha creato le disuguaglianze sociali. La meritocrazia non è più premiata, il valore del lavoro dell’uomo è stato sepolto sotto una montagna di menzogne, create dalle società che sono organizzate in base al dio danaro. Per alcuni, oggi, lavorare non è più un diritto insindacabile dell’uomo, anche se lo garantiscono una costituzione o una carta di diritti

Le organizzazioni criminali non esisterebbero, se non ci fossero i soldi in ballo. E le religioni organizzate non avrebbero senso di esistere. La fede delle persone è un qualcosa di spirituale, non c’è ragione per cui un credente debba versare dei soldi a chi gli dice cosa pensare e come vivere, dall’alto del suo trono dorato. Eppure ancora ci costringono a farlo, dandoci anche l’illusione di poter scegliere di “non versare l’8 per Mille”…che poi viene comunque ripartito in proporzione e con una grossa fetta sempre alla chiesa cattolica.

Noi non abbiamo bisogno di tutto questo, eppure cercano di farci credere il contrario. Si prendono tutto quello che abbiamo dicendo che sono cose dovute, perché loro “vegliano su di noi”. Ma la cronaca di ogni giorno ci conferma il contrario.
La fiducia è sempre stata riposta nelle persone sbagliate, e tutto questo perché quelle stesse persone erano accecate dalla fame di potere che dava loro il denaro.

Il valore di un uomo non può essere misurato sulla base di ciò che c’è scritto su dei comuni pezzi di carta. Né tantomeno su delle pietre, per quanto preziose esse siano. I grandi del passato sono quasi tutti morti in povertà: Gandhi, San Francesco, Gesù…solo per citarne alcuni molto vicini a noi.

A tutti voi che state leggendo questo mio messaggio io vorrei chiedere di smettere per un attimo di pensare al mondo come siamo abituati a vederlo oggi e pensare a come potrebbe essere se le persone acquisissero un minimo di senso morale vero. Senza la schiavitù dei soldi e del potere.  Un mondo in cui ognuno sarebbe libero di scegliere il proprio destino in sintonia con gli altri, senza secondi fini.

Pensate come sarebbe bello se ognuno di noi lavorasse e fornisse le proprie risorse per il bene della comunità: non per il proprio, non per persone che sono destinate a morire portandosi tutto nella tomba, ma per la comunità, per l’umanità; un’entità che sopravvive nei secoli, in modo che anche i propri figli, e i figli dei figli e tutti i discendenti possano godere della vera libertà.

Non più religioni, che creano differenze in base a libri e ideologie vecchie di millenni, che comunicano la stessa cosa, in modi differenti.
Non più guerre, perché ogni paese fornirebbe le proprie risorse per il progresso dell’umanità, e non del proprio paese.
Non più carestie, perché nessuno morirebbe di fame se non ci fossero le differenze sociali create dal capitalismo.
Non più odio, perché ci riconosceremmo tutti uguali, sopra la stessa terra, sotto lo stesso cielo, bagnati dalla stessa acqua.
Non più confini perché, al di là delle lingue, non saremmo più solo Italiani, Francesi, Russi, Americani, Giapponesi e così via…saremmo solo Esseri Umani. Terrestri.

Questa è la mia visione del mondo: l’unico posto che mi sentirei veramente di chiamare “casa”.

Questo è ciò che intendo quando parlo di cambiamento.
Questa è la mia visione di un mondo a 5 stelle.
Alcuni la chiameranno “Utopia”, ma per me “utopia” è solo un sinonimo più dolce di “indolenza”. Si può realmente cambiare. Il cambiamento siamo noi.
Spero che quanto detto faccia riflettere. Abbiamo ancora la possibilità di scegliere. Potranno imbavagliarci quanto vogliono e crearsi leggi elettorali ad hoc per non farci governare, ma la nostra voce continuerà a gridare e non potranno rimanere sordi in eterno.
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Il cambiamento siamo noi, 4.8 out of 5 based on 4 ratings
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One Response to Il cambiamento siamo noi

  1. gerry.signorelli scrive:

    Condivido. Bellissimo post, complimenti.

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