Sembra che il tentativo del buon Beppe di spiegare alla massa le linne guida principali della sua filosofia a 5 stelle non sia stato del tutto compreso. Evidentemente c’è gente che ha bisogno della “spiegazione della spiegazione”. O, semplicemente, non vogliono capire.

Perché nonostante tutti i tentativi di aprire gli occhi alla gente, sembra che essi siano chiusi ermeticamente con la cerniera lampo.
Scrive così Beatrice Borromeo a pagina 4 de “Il Fatto Quotidiano” di oggi (Mercoledì 7 Novembre 2012):  “Per apparire basta aspettare: Grillo sta costruendo un canale tv tutto suo, rigorosamente sul web.” e questo lo scrive dopo aver parlato del “Grillo for dummies” come un decalogo per chi “trasgredisce con ingenuità i diktat del leader”.

Quindi, è ufficiale: PD e SEL possono fare la carta d’intenti, Bersani può contare sull’informazione sinistroide de “L’Unità” (per la carta stampata) e di “Youdem.tv” (per la web-tv), Fini può far scrivere quello che vuole su “Il Secolo d’Italia” e può apparire come e quando vuole su “PartitoFLI” su Youtube, senza contare i loro siti ufficiali e le vagonate di volantini e manifesti che infestano le pareti delle città italiane, anche abusivamente. Il MoVimento 5 Stelle però, non può avere una web-tv, non può decidere di non sprecare tempo inutilmente andando a farsi deridere dalle tv dei partiti e non può esistere un portavoce che urla al mondo il volere dei cittadini, perché viene considerato un “leader” o, peggio ancora, un “dittatore”.

Non sanno che, in realtà, l’intervento di Federica Salsi a Ballarò ha infastidito non pochi attivisti del MoVimento e non solo Grillo, non si ricordano che gli stessi Bersani, Casini, Alfano, Vendola, Renzi e tutti gli altri hanno imposto delle regole da rispettare all’interno dei propri partiti (come è d’altronde giusto che sia). Se lo fa Grillo è un dittatore. Comanda solo lui. Se lo fa Bersani è tutto lecito.

Continuano ad accusarci di essere populisti e di non avere un programma, e che Grillo fa tutto ciò solo per i propri interessi. Come se adesso Monti stesse governando controvoglia.

Oggi fa più notizia un Beppe Grillo che parla di informazione manipolata e di giustizia sociale di una Fornero che dice ai malati di SLA che anche la vita da ministro è difficile. Oramai si permettono di dire tutto e il contrario di tutto. Annunciano e smentiscono nel giro di 20 minuti…e se glielo fai notare sei un populista, un “Grillino”…quando, in realtà, è Grillo a essere uno di noi, e non noi i suoi sudditi.

La strada da fare è ancora lunga e quello che manca in Italia, secondo me, è la cultura del cambiamento e della vera democrazia.
Servirebbe una rivoluzione. Culturale, pacifica, onesta, ma pur sempre rivoluzione.

L’art. 5 della Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino del 1793 recita testualmente: “Quando il governo viola i diritti del popolo, l’insurrezione è, per il popolo e per ciascuna porzione di esso, il più sacro dei diritti e il più indispensabile dei doveri” .

Facciamo valere i nostri diritti, è un nostro dovere.

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One Response to “Grillo for dummies”…for dummies!

  1. gerry.signorelli scrive:

    Tutto vero. Aggiungo che pero´ Beppe potrebbe seguire, almeno in parte, il “decalogo” scritto da M. Travaglio

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/11/12/decalogo-per-grillo/411300/

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