Vi informo che Domenica 11 Novembre, a partire dalle ore 10:30, presso il Vivaio Crescenzo di Torvaianica https://maps.google.it/maps?q=41.630316,12.479143&num=1&t=h&z=18 Susanna Panicucci terrà un corso gratuito sul Compostaggio Domestico.

Siete tutti invitati a partecipare.

Un caro saluto

Gianni.

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5 Responses to Corso Gratuito sul Compostaggio Domestico

  1. adaca scrive:

    Ciao Gianni, lodevole l’iniziativa, ma che io personalmente ho molte riserve circa la fattibilità pubblica del compostaggio domestico classico.
    Dico “classico” a ragion veduta, dato che anche i documenti che hai caricato qui http://www.pomezia5stelle.it/forum/?mingleforumaction=viewtopic&t=639 descrivono la metodica tradizionale, basata su: controllo della temperatura, miscelazione continua, raggiungimento di massa critica 1 metro cubo, necessità di suolo (giardino), necessità di fogliame secco, ecc.
    Io ho trovato in rete (la rete, la nostra forza!) diverse alternative, che non richiedessero suolo, giardino, (troppa) fatica, ecc.
    Questo perché francamente mi è sempre parso un po’ troppo “elitario” lasciar fuori dal compostaggio domestico il 90% di noi che non ha a disposizione un giardino!
    Per fortuna, mentre mi scervellavo per mettere in piedi il mio prossimo progetto ambientale (di cui parlerò successivamente), mi sono imbattuto nell’idea di usare insetti per facilitare il compostaggio!
    Il primo insetto che avevo selezionato e poi anche provato ad acquistare senza successo, era la Mosca Soldato Nera (Black Soldier Fly), le cui larve sono voracissime di rifiuti, e quando pronte escono da sole dal pattume, per impuparsi al pulito! Inoltre gli adulti hanno la particolarità di infischiarsene di noi umani e delle nostre attività (tutto il contrario della scocciante mosca comune), quindi non entrerebbero nemmeno in appartamento, e da qui nasce la comodità di avere le pupe al pulito: si possono “intrappolare” facilmente per avere popolazioni di larve sempre nuove e pronte a compostare di tutto!
    Inoltre le larve o le pupe sono anche un ottimo cibo per altri animali domestici, come pesci o rettili.
    Come dicevo, però, non è questa la strada che ho intrapreso io; chi fosse interessato può semplicemente cercare “black soldier compost” su youtube e troverà molti video di spiegazioni in merito.

    Proprio da un post di un M5S di non ricordo quale città ho preso invece l’idea ed un link per l’acquisto di una compostiera a vermi, lombrichi per la precisione. Alla fine l’ho comprata su quest’altro sito http://la-fattoria-dei-lombrichi.it/ perché costava un po’ meno.
    E un prodotto francese, questi della Fattoria dei Lombrichi la hanno leggermente modificata per (farci) risparmiare, ma la realizzazione sarebbe comunque banale per chiunque ci si volesse cimentare un po’.
    Intanto devo dire che sembra uno spot pubblicitario, ma la fattoria dei lombrichi risolve effettivamente tutti i problemi prima del compostaggio domestico!
    Intanto la parte secca si può fare con la carta, comune, persino gli odiosi volantini pubblicitari: basta sminuzzarli, meglio se con una distruggi-documenti da ufficio (che devo ancora acquistare, per dire che non è così fondamentale) e miscelarli ai rifiuti.
    Poi c’è la enorme, francamente spiazzante facilità di utilizzo: si hanno 3 vasche per i rifiuti in dotazione, si inizia inserendo i lombrichi nella prima insieme ad un po’ di rifiuti; non appena si nota che i lombrichi hanno lavorato, li si ricopre letteralmente di rifiuti, e si va avanti così, ogniqualvolta che essi ritornino in superficie.
    Poi quando si raggiunge quasi il colmo della prima vasca (dicono 2 mesi, a me ne è bastato 1!) si sovrappone una seconda vasca vuota, e si ricomincia! I lombrichi, attirati dall’invitante profumino dei rifiuti freschi, saliranno nella cassetta superiore e attaccheranno a lavorare!
    Quando si arriva alla terza vasca, si ha la garanzia che la prima, quella più in basso, contiene compost maturo: la vasca può quindi essere svuotata e riutilizzata come vasca vuota superiore, all’infinito!
    E in più l’umidità in eccesso viene raccolta sul fondo, in forma di “Lombri-the”; così come il composter che non emette puzza, anche questo liquido ambrato che, ricordiamolo, dovrebbe essere una sorta di percolato di rifiuto solido urbano, ecco… è INODORE!! Ed è pure un fertilizzante miracoloso per le piante.

    Per ricapitolare: il compostaggio domestico è possibile per tutti, anche senza giardino, senza fatica e senza puzza!
    Quindi chi si sente ambientalista dovrebbe a questo punto agire… SUBITO!

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    • Ciao Adaca, leggo con piacere la tua risposta. Non condivido però la tua convinzione che il compostaggio classico non sia fattibile per chi non ha un giardino. Lo dimostra il fatto che in Trentino Alto Adige, ad esempio, moltissime famiglie lo fanno sul proprio balcone. I documenti che abbiamo condiviso danno indicazioni standard ma con alcune accortezze si può tranquillamente fare compostaggio anche sul terrazzo. Ciò non toglie che il vermicompost sia un metodo molto pratico e veloce di fare il compostaggio. E’ una metodologia ancora poco conosciuta ma che funziona benissimo. Non è semplice far comprendere alle persone che il compostaggio “classico” è una pratica accessibile a tutti, semplice, inodore ecc.., credo che sia ancora più complicato far accettare il vermicompost. Molte persone hanno paura degli animali, è infatti una delle domande frequenti che mi vengono poste durante le lezioni di compostaggio. Comunque, l’importante è far comprendere l’importanza di riciclare la frazione umida sia dal punto di vista ambientale che economico e spiegare che è una cosa semplice e accessibile a tutti!
      A presto

      Susanna Panicucci

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  2. Giovanni Ruo scrive:

    Bella idea!
    Ne parlavamo con mia moglie proprio in questi giorni. Tra l’altro, se non erro, i lombrichi si moltiplicano molto rapidamente e possono essere scambiati/regalati a chiunque voglia cimentarsi in questa ecologica attività.
    Grazie.

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  3. adaca scrive:

    Ciao Susanna,
    so di metodiche per il compostaggio in balcone, ad esempio il comune di Napoli pubblica un volantino sul sito istituzionale (http://www.comune.napoli.it/flex/cm/pages/ServeAttachment.php/L/IT/D/1%252F5%252F4%252FD.321e223d65aacc25bcf9/P/BLOB%3AID%3D16234)
    Per me il punto debole è sempre lo stesso: come mantenere l’idratazione corretta, come mantenere il rapporto C/N corretto, come fare a capire che il compost è pronto… La prima volta che dovesse emettere puzza, finisce tutto nella spazzatura!
    A me è capitato di provarci più volte, e tutte le volte è stata la puzza che prima o dopo è riuscita a “farmela”! In un caso è anche uscito del percolato dal la bacinella (ovviamente non a tenuta perfetta), ed è scolato sul balcone del vicino; per fortuna tutto bene, ma poteva finire molto molto male.

    E’ andata a finire che ho spostato tutto in cantina, e così vengo alla seconda parte del tuo messaggio: solo in cantina, a Pomezia, posso avere qualcosa di simile al clima del Trentino Alto Adige! E in effetti il compost in bacinella (i miei vecchi tentativi) è molto migliorato.

    Ma il vero passo avanti l’ho avuto solo coi lombrichi, che si stanno ora spazzolando tutte e tre le vecchie bacinelle, e presto potranno passare alla spazzatura fresca.

    E così rispondo pure a Gianni: sì, io mi propongo come iniziatore di vermicolture per tutti, a gratis.
    Bisogna farsi la compostiera, molto facile: bacinelle sovrapponibili, tipo quelle per la vendita dei latticini, finemente traforate sul fondo (le mie hanno una rete 2x2mm, che lascia passare i vermi e l’umidità, ma trattiene la spazzatura); al di sotto della vaschetta più bassa c’è un piano inclinato che raccoglie il “percolato” (in realtà inodore e utilissimo per le piante). Tutto qui!

    Tornando al messaggio di Susanna: l’accettabilità del vermicompost; qui la questione è soggettiva, ma io ho una testimonianza molto incoraggiante, da parte di un mio vicino che è super-iper-scettico nei confronti di tutto (tipo che, per intenderci, non vorrebbe neanche fare la differenziata perché “si sa che tanto poi buttano tutto insieme”), e che invece ha molto apprezzato la mia vermicompostiera, rimanendo stupefatto dall’assenza di odore pure nel percolato!
    Sull’accettabilità, alla fine, penso proprio che sia la puzza (es.: quanto è facile/frequente incorrervi) il fattore principale.
    Anche dalla vermicompostiera può capitare che si levi della puzza, a me è capitato una sola volta, perché è molto prevedibile: l’unico punto debole è il momento in cui si trovano i vermi in superficie, e li si deve ricoprire di spazzatura: se si esagera, la spazzatura avrà il tempo di marcire ( = puzza) prima di essere aggredita dai vermi; basta avere l’accortezza di mettere meno spazzatura, o di mescolarla con frazione secca per rallentarne il marciume; ultimo punto a favore dei lombrichi: la frazione secca può pure essere carta (es.: i volantini pubblicitari), basta che sia finemente tagliuzzata (es.: una banale distruggi-documenti da ufficio). Un problema che ho avuto col compost “classico” riguardava proprio la frazione secca: se si possono usare solo foglie secche, allora bisogna per forza avere tempo e modo di procurarsele…

    Io parlo solo sperando di contribuire alla comune evoluzione culturale della nostra città, e solo in questa ottica devono essere letti i miei messaggi.
    Adalberto

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    • Giovanni Ruo scrive:

      Compostaggio, vermicompost, chissàchealtro….. secondo me una volta che ci si è informati per bene l’importante è avviare una buona pratica per ridurre i rifiuti e, soprattutto, per riportare alla terra le sostanze organiche che le sono state sottratte.
      P.S. mi è spiaciuto non vederti all’incontro di Domenica, avresti potuto chiarirti meglio le perplessità che ancora hai sul compostaggio domestico.
      A presto.

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