Con questa mia lettera vorrei dare un contributo per riflettere su alcune delle cause dei crolli catastrofici di cui in Italia sentiamo parlare solo in occasione dei terremoti, ma poi, passato lo spavento istituzioni e tecnici sembrano scordarsene. E siccome in Italia non c’è luogo che si può dichiarare completamente antisismico, ritengo che la prevenzione debba essere fatta ovunque, e quindi anche nel nostro territorio. E la prevenzione non sta solo nelle tecniche di edificazione, ma come vedremo più avanti, anche in un efficace e veloce sistema di evacuazione dei locali.

Un po’ di teoria.

Stiamo prendendo atto in questi terribili giorni di scosse sismiche in Emilia Romagna che i maggiori e più devastanti crolli sono stati quelli dei capannoni industriali prefabbricati, anche di recente costruzione. E la cosa non mi meraviglia più di tanto perché queste costruzioni per ragioni di risparmio e velocità costruttiva sono spesso costituiti da pilastri in cemento armato, ancorati alla fondazione e che supportano travi semplicemente appoggiate in modo da formare una gabbia sulla quale in varie forme viene appoggiata a sua volta una copertura. E’ allora intuitivo comprendere che se queste strutture sono robustissime a contenere spinte verticali, sono invece fragili come birilli per contenere quelle orizzontali, che si formano in un terremoto.
Naturalmente stiamo parlando di prefabbricati in cemento armato, precompresso o meno, e il cemento, seppure armato, regge bene a compressione ma non a trazione, e la trazione è la forza che si sviluppa nei movimenti orizzontali del terremoto. Diverso sarebbe in una struttura prefabbricata in ferro, perché questo materiale, ha buone caratteristiche sia a trazione che compressione e soprattutto fra pilastro e trave c’è sempre una giunzione fatta mediante bullonatura o saldatura. Un sistema antisismico molto usato in Giappone è invece quello dell’uso di “cerniere”, soprattutto a terra fra fondazione e pilastro, in modo che l’edificio, libero di assecondare le spinte orizzontali del terremoto ne smorza le conseguenze

Analisi dei rischi nel nostro territorio.

Veniamo ora al nostro territorio pontino (da Pomezia a Latina), nel passato a grande vocazione industriale ed ora soprattutto commerciale, ma che in tutte e due le attività ha fatto e fa uso di questi sistemi prefabbricati di cui sopra, aggravati però (le attività commerciali), da inadempienze sul rispetto delle norme antincendio, che, non riguardano naturalmente solo il caso di fuoco, ma per esempio, l’evacuazione in caso di pericolo, e fra i pericoli c’è naturalmente il terremoto. Bene, personalmente sono anni che cerco di sensibilizzare le nostre istituzioni su questo grave problema (ho fatto fare un servizio anche dalla trasmissione Striscia la Notizia), ma con risultati scarsi e disinteresse totale. Molti dei magazzini costruiti con la tecnica di prefabbricazione in cemento armato, vengono tenuti criminosamente con alcune o tutte le uscite di sicurezza chiuse, nascoste da prodotti, bloccate da lucchetti e chiavistelli, che anche se aperti non possono essere saldati alla struttura in quanto alterano l’omologazione delle porte antipanico. I controlli, a mio avviso, dovrebbero essere puntuali e le sanzioni pesantissime, fino al ritiro della licenza, ma la realtà è ben altra. Provate da voi. Visitate tre o quattro di questi magazzini e ne troverete sicuramente almeno uno nelle condizioni descritte; ora provate a segnalare la cosa alla Polizia Municipale, o ai Vigili del Fuoco, o ai Carabinieri, e fateci sapere il risultato.

Ecco, forse noi cittadini non possiamo in tempi brevi pretendere l’analisi di tutte le strutture pubbliche e commerciali, anche perché i sistemi di costruzione descritti sono purtroppo a norma di legge, ma invece laddove la legge c’è, quella antincendio, che venga immediatamente fatta rispettare. E le istituzioni sappiano che i disastri qualche volta sono naturali, altre volte colposi.

VN:F [1.9.22_1171]
Vota questo articolo
Valutazione: 5.0/5 (3 voti espressi)
Il terremoto e l’evacuazione dai luoghi accessibili al pubblico, 5.0 out of 5 based on 3 ratings
Share →

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *