Riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta di Minerva Pelti Onlus rivolta ai Pediatri Italiani. Come non condividere il concetto che l’informazione e la prevenzione è la migliore cura.

in occasione del 68° Congresso Nazionale della Società Italiana di Pediatria – Roma Maggio 2012

Da Operatori di Cura, a Promotori della Salute attraverso la Prevenzione Primaria
In occasione del 68° Congresso Nazionale della Società Italiana di Pediatria che si terrà a Roma dal 9 all’11 Maggio 2012, desideriamo rivolgere un appello a voi Pediatri, a cui noi genitori affidiamo la salute dei nostri bambini.
Voi Pediatri rappresentate, per noi genitori, una delle poche istituzioni delle quali ancora fidarsi quasi ciecamente, e non potrebbe essere altrimenti visto che vi chiediamo aiuto per custodire ciò che per noi è più importante nella nostra esistenza: la vita e la salute dei nostri figli.
Fino ad oggi vi siete presi cura dei nostri bambini per verificare il loro corretto accrescimento, per diagnosticare loro eventuali problemi di salute, per prescrivere i più idonei controlli e le migliori cure quando sono stati colpiti da malattie. Ora però Vi chiediamo uno sforzo in più che è ormai necessario, fondamentale ed inderogabile. Quello di diventare Promotori ed Educatori della Prevenzione Primaria.
E’ ormai evidente che noi tutti siamo sottoposti a molteplici fattori di rischio presenti nell’ambiente nel quale viviamo e nel quale vengono concepiti, nascono e crescono i nostri bambini. Moltissimi di questi fattori di rischio sono ormai ben noti e, anche se per alcuni non è possibile prevedere quando e come arrecheranno danni, sappiamo purtroppo che conseguenze negative sulla salute sono comunque sempre più probabili, soprattutto negli organismi più deboli ed in via di accrescimento come quelli dei feti, dei neonati, dei bambini. Senza tralasciare gli effetti sinergici e la capacità di molti di questi agenti di agire sulle stesse cellule germinali con una trasmissione ed amplificazione del danno attraverso le generazioni, eventi ovviamente fonte di ulteriore grandi preoccupazioni.
Parliamo di diossine, PCB (policlorobifenili), metalli pesanti, pesticidi, particolato, conservanti, additivi,coloranti ed altri numerosissimi composti chimici che provengono da insediamenti industriali, inceneritori, ma anche da prodotti e strumenti di uso quotidiano, spesso insospettabili. E che dire del crescente inquinamento elettromagnetico che pervasivamente ed invisibilmente si diffonde attraverso gli oggetti simbolo del nostro “progresso” (telefonini, cordless, reti wifi, ecc.) ?
Troppo spesso ci si nasconde dietro l’impossibilità di cambiare il mondo in cui viviamo e le assurde regole che lo governano, ma noi genitori per primi, con l’aiuto anche dei Pediatri, possiamo agire concretamente su molti fattori di rischio che sono presenti già nelle nostre case, nei giardini, nelle scuole …
Ad esempio perché non informare i genitori “SUBITO” sui possibili rischi derivanti dall’uso di cellulari e degli apparecchi cordless. Non lo affermiamo noi in preda a un eccesso di senso di protezione nei confronti dei nostri figli, ma è ufficialmente dichiarato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Perché indugiare ulteriormente? Si tratta di applicare solamente uno dei Principi già sanciti dall’ Unione Europea, il Principio di Precauzione.

Ci sono semplici accortezze, purtroppo poco conosciute, ma che possono essere immediatamente adottate ed in grado di tutelare i bambini in primis e ovviamente anche gli adulti.
Per questo vi chiediamo di diventare nostri alleati nel diffondere, anche tramite semplici opuscoli nei vostri ambulatori, informazioni adeguate, ad esempio, sull’uso corretto dei cellulari, ma anche dell’uso da parte dei bambini degli apparecchi elettronici ed elettrici (forni a microonde, asciugacapelli, babyphone, giochi elettronici con trasmettitori wifi, telefoni cordless, modem wifi, …) o di quelle nei confronti di sostanze chimiche (pesticidi, insetticidi, prodotti per la pulizia della casa, prodotti contro la pediculosi, …) e voi Pediatri potreste fornirne chissà quanti ancora.
Ci permettiamo di ricordarvi che una vigilanza nuova ed attenta nei confronti dell’ambiente è sancita dall’articolo 5 del vostro Codice Deontologico che recita:” Il medico è tenuto a considerare l’ambiente nel quale l’uomo vive e lavora quale fondamentale determinante della salute dei cittadini. A tal fine il medico è tenuto a promuovere una cultura civile tesa all’utilizzo appropriato delle risorse naturali, anche allo scopo di garantire alle future generazioni la fruizione di un ambiente vivibile. Il medico favorisce e partecipa alle iniziative di prevenzione, di tutela della salute nei luoghi di lavoro e di promozione della salute individuale e collettiva.”
Se l’ambiente è un determinante fondamentale per la salute quando parliamo di adulti, quanto più lo è se pensiamo ai bambini?
Vi chiediamo in conclusione di essere ancora al nostro fianco per proteggere i bambini ma con una veste nuova, che si vada ad affiancare a quella sinora egregiamente indossata. Vi chiediamo di entrare a far parte di una nuova grande Alleanza per la Prevenzione Primaria.
La Prevenzione Primaria, come scriveva Lorenzo Tomatis, vuole agire “sulle cause delle malattie, prima che queste si manifestino, riducendo l’esposizione delle popolazioni agli agenti tossici e cancerogeni… tutela la salute e protegge il ricco come il povero, ma non porta onori, fama o denari ed è purtroppo negletta ai governi ed alle istituzioni”.
Riteniamo che imboccare questa nuova strada sia divenuta oramai una esigenza inderogabile.

Minerva PELTI Onlus

 

Al momento hanno sottoscritto la presente lettera:
Ass. Lorenzo Perrone per la Prevenzione delle Malattie Oncologiche e Oncoematologiche – Milano; Associazione Siciliana Leucemia Onlus per la lotta contro le leucemie e i tumori d’infanzia; Ass. Carmine Gallo Onlus di Napoli; Il Pensatore: Matteo Amitrano Onlus; Ass. Rete per la Tutela della Valle del Sacco; Patrizia Gentilini – Presidente Sezione ISDE Forlì- Cesena; Mamme per la salute e l’ambiente onlus – Venafro; PeaceLink; A.M.I.C.A. (Associazione Malattie da Intossicazione Cronica e/o Ambientale); IBFAN Italia; Gruppo allattando a Faenza; A.P.P.L.E. Associazione Per la Prevenzione e Lotta all’Elettrosmog; Campagna Nazionale per la difesa del latte materno dai contaminanti ambientali;

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2 Responses to Lettera aperta ai pediatri italiani

  1. claudio monteleoni scrive:

    ottima iniziativa, ma carente, a mio avviso. Vogliamo parlare dei vaccini(superconsigliati dai pediatri) e di quello alimentare? uqal’è la sana alimentazione? come potrebbero gli stessi pediatri informare diversamente da come la loro stessa disciplina impone, e che è sbagliato proprio in linea di principio? Salute = leggi di Natura. I loro consigli soono e devono essere stereotipati e canonici. Diversamente verrebbero quantomeno denunciati o dai colleghi o anche dagli stessi genitori che PRETENDONO iL MEDICINALE. Non potrebbero più fare i pediatri. L’iniziativa è comunque un buon inizio, serve comunque spostare il baricentro delle idee di mainstream. Saluti

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    • Giuseppe Raspa scrive:

      E’ vero che i genitori spesso fanno richieste pressioni e richieste stereotipate alle quali i pediatri rispondono stereotipati, per non incorrere in sanzioni. Certo è che un gruppo di medici (ad esempio Medici per L’Ambiente – ISDE) stanno percorrendo una strada diversa. Hanno “semplicemente” chiarito che occuparsi dell’ambiente che ci circonda è il primo passo, indispensabile e fondamentale, per curare la persona, a partire dai più indifesi. L’anno scorso abbiamo invitato la dott. Litta che ha partecipato alla prima edizione di Acquaria, un incontro dai noi promosso tra cittadini, medici ed istituzioni http://www.pomezia5stelle.it/2011/03/27/acquaria-acqua-ok-a-pomezia-ma-il-radon-no/
      La dottoressa Litta, come tanti altri, hanno scelto in piena autonomia una strada diversa, mettendoci la faccia. E nessuno li ha denunciati. Comunque, detto ancor più chiaro, nessuno obbliga chi sceglie di fare il medico. Se si intende la professione medica come mero assenso alle richieste di un cliente (in questo caso paziente), ci sono mille altre professioni che lo consentono. La medicina no, diceva Ippocrate.

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