L’ultimo, impegnativo, Consiglio Comunale (del 17 Gennaio 2012), è andato avanti per oltre 12 ore ed ha visto la discussione di oltre 20 punti all’ordine del giorno.

Uno dei punti ha riguardato la modifica allo statuto, con cui la maggioranza consiliare richiedeva di abbassare il quorum del numero legale (per intenderci, quello che stabilisce la validità delle sedute) a 8 consiglieri (fino ad oggi era del 50% + 1, ovvero 13 consiglieri). Su questo punto Mirimich (PD) ha chiesto una verifica di maggioranza da cui è scaturito un emendamento che ha proposto invece di fissare tale quorum a 11 consiglieri.
Nella discussione di questo punto abbiamo fatto presente come abbassare tale quorum fosse una offesa ai cittadini, che meriterebbero invece una assidua presenza dei consiglieri comunali ai lavori del consiglio. Abbiamo rimarcato con decisione che ogni consigliere ha il dovere istituzionale di partecipare ai lavori del Consiglio Comunale. Dovere istituzionale e senso di responsabilità, che purtroppo manca in molti dei consiglieri, sia di maggioranza che di minoranza.

Questo appello al senso di responsabilità non è stato accolto con favore dai partecipanti all’assemblea che si sono affrettati a difendere lo strumento della mancanza del numero legale che avrebbe lo scopo “di mettere in difficoltà l’altra parte”. Mettere in difficoltà? E le idee, i temi di interesse per la città, quando si discutono se l’obiettivo primario è “mettere in difficoltà la parte avversa”?

Noi del Movimento 5 Stelle riteniamo, e lo abbiamo ribadito, che in consiglio si debba discutere di idee, di proposte, di contenuti che abbiano come obiettivo l’interesse pubblico. Ogni consigliere, solo partecipando all’assise, ha la possibilità di entrare nel merito delle questioni e dare il suo contributo alla discussione. Purtroppo dobbiamo constatare come questo concetto risulti estraneo alla maggior parte dei consiglieri comunali che invece vedono il Consiglio come un parco giochi per il loro sollazzo. Ed in effetti molti consiglieri entrano ed escono costantemente dall’aula, si assentano anche per ore intere (quando si degnano di partecipare), parlano ad alta voce durante gli interventi degli altri, ridono e scherzano come in osteria, parlano al telefono, addirittura fumano. Non riescono nemmeno ad esprimere con voce chiara il loro “favorevole” o “contrario” che va enunciato in fase di voto. Rendono davvero un’immagine squallida di un luogo che sarebbe invece deputato alla discussione.

Insomma, il nostro appello alla responsabilità ha innervosito molti, forse perché risulta sempre più evidente che il nostro modo di fare politica da cittadini risulta molto distante dalla politica dei partiti che sono ormai contenitori vuoti di idee che non rappresentano più nessuno.
Noi del Movimento 5 Stelle abbiamo anche in questa occasione portato le nostre proposte in consiglio comunale, sotto forma di emendamenti al Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale. Abbiamo proposto:
– che il Presidente del Consiglio non abbia poteri maggiori di quelli attribuiti dalla legge (ad es. sciogliere discrezionalmente le adunanze)
– che il gettone di presenza fosse corrisposto ai consiglieri solo previa trattazione di almeno un punto all’ordine del giorno (per evitare che il rimborso venga riconosciuto anche in caso di sedute inconcludenti per mancanza del numero legale)
– che le convocazioni dei consigli potessero essere inviate ai consiglieri anche via Posta Elettronica Certificata
– che sia assicurato che le sedute del Consiglio siano sempre pubbliche, tranne i casi previsti espressamente dalla legge
– che sia assicurata la presenza di almeno il 50% + 1 dei consiglieri per la validità dei consigli
– che fosse vietato l’utilizzo del telefono cellulare da parte dei consiglieri all’interno dell’aula
– che fosse garantita la partecipazione del pubblico alle sedute, senza che lo stesso ostacolasse lo svolgimento della seduta
– che il ricorso al voto segreto avvenisse solo nei casi previsti dalla legge
– che le sedute del consiglio fossero trasmesse vi streaming web, assicurando ai cittadini di effettuare riprese per conto proprio
Tutti i nostri emendamenti sono stati bocciati e quello che ha suscitato maggiore clamore è stato l’emendamento “anti-casta” relativo al gettone di presenza (bocciato con 17 voti contrari) che ha visto i professionisti della politica dell’IDV De Lorenzi e Lupo scaldarsi in modo particolare perché non lo condividevano.

Fine prima parte. Continua.

VN:F [1.9.22_1171]
Vota questo articolo
Valutazione: 4.5/5 (13 voti espressi)
La politica per servizio civile del Movimento 5 Stelle, 4.5 out of 5 based on 13 ratings
Tagged with →  
Share →

One Response to La politica per servizio civile del Movimento 5 Stelle

  1. Martina scrive:

    Il tuo ruolo, seppur cerchino di ignorarlo e metterlo in disparte, è davvero fondamentale all’interno di questa Giunta. Continua così, noi ti seguiamo e teniamo in grande considerazione il tuo lavoro. Ce ne ricorderemo.

    VA:F [1.9.22_1171]
    Valutazione: 5.0/5 (1 voto espressi)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Looking for something?

Use the form below to search the site:


Still not finding what you're looking for? Drop us a note so we can take care of it!