A Pomezia tra breve andranno in discussione le osservazioni ai piani particolareggiati per una nuova cementificazione del nostro territorio.
Tra le osservazioni, inoltrate per il comparto A, abbiamo  fatto notare che l’aumento della cubatura si realizza “annettendo al Piano zone limitrofe quali fossi o paesaggio agrario che nulla avevano a che spartire con l’attuale zona industriale” e che “il reale bilancio tra la aree destinate a verde pubblico e le aree destinate ad urbanizzazione o/e l’aumento di cubatura, è decisamente negativo”.
Lo so, sicuramente sono osservazioni troppo generiche per essere considerate. Generico è anche parlare di difesa del territorio, di cementificazione senza alcuna valutazione della impermeabilizzazione del terreno, di fossi e canali ormai sottodimensionati e tanto altro.
Però so anche un’altra cosa. I consiglieri, singolarmente, sono davanti ad un dilemma. Assecondare le volontà dei partiti ed assecondare la cementificazione del territorio. Oppure alzare la testa, una volta nella vita, ed evitare che le stesse loro case o dei loro figli in un futuro siano alluvionate. Purtroppo temo sceglieranno la prima. Sicuramente più facile. Per loro. Non per i loro figli.

Alluvione a Genova

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