I Consigli Comunali hanno un costo per l’amministrazione che deve corrispondere, tra le altre cose, i gettoni di presenza ai Consiglieri presenti all’assemblea. Nel caso in cui fossero presenti tutti e 24 i Consiglieri Comunali, il costo derivante dai soli gettoni di presenza sarebbe di circa 1.600 € a seduta (circa 70 € a consigliere).

In presenza del numero legale sarebbe possibile avviare la discussione dei punti all’ordine del giorno fino a loro esaurimento (a meno di richieste di verifica del numero legale in corso di seduta). Quello che sta accadendo da qualche settimana a questa parte ha invece dell’incredibile. Nella settimana che si sta per concludere ben due Consigli Comunali sono saltati in prima convocazione per mancanza del numero legale. Il Consiglio del 27 Settembre è durato poco più di 5 minuti, quello del 30 Settembre una decina di minuti in tutto. Assenti all’ultimo Consiglio Comunale sono risultati De Fusco (PD), Mirimich (PD), Antonini (PD), Mesturini (PD), Valle (Forza Pomezia), Barone (IDV), Celori (PDL), Puggioni (?). Costo per l’Amministrazione (e quindi per i cittadini): circa 2.400 €. Preziose risorse andate in fumo in due assemblee infruttuose a causa delle assenze di molti Consiglieri di maggioranza e dell’uscita dall’aula di quasi tutti i Consiglieri di minoranza. La maggioranza consiliare sembra non farcela già dopo pochi mesi dall’esito della tornata elettorale e gran parte della minoranza (ad esclusione di noi del Movimento 5 Stelle) ritiene di dover fare ostruzionismo anche su temi come l’adozione di regolamenti.

In un periodo in cui le risorse a disposizione dei Comuni sono in forte calo e vista la triste situazione finanziaria del Comune, sprecare risorse in questo modo non è certo un segnale rassicurante per i cittadini. E’ notizia di questi giorni del pignoramento di alcuni mobili degli uffici comunali per via del mancato pagamento da parte del Comune ad una ditta a cui erano stati affidati dei lavori. Il Comune è risultato moroso per la cifra di 5.000 €. E’ un segnale certamente allarmante.

E pensare che circa un mese fa, in occasione della discussione sul bilancio di previsione, il Sindaco era venuto in Consiglio Comunale a decantare il lavoro delle sue Amministrazioni riguardo ai conti pubblici. La situazione di indebitamento del Comune è invece drammatica e le difficoltà a pagare i fornitori e i debiti sono ormai all’ordine del giorno.

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Consigli Comunali saltati: il conto è salato, 4.6 out of 5 based on 10 ratings
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2 Responses to Consigli Comunali saltati: il conto è salato

  1. Micheal Stipe scrive:

    Complimenti …… Mangiate un altro po’ che siete tutti quanti deperiti…..fate altri concorsi per selezionare nel merito i migliori concittadini distintisi per la loro preparazione scolastica e curriculare, assumente altri vigili urbani affinchè possano presidiare il territorio in modo scrupoloso espletando le loro funzioni di controllo sulla cittadinanza, senza però mai tralasciare il ruolo fondamentale di punire chi trasgredisce le regole del codice stradale con eque e quantomai opportune sanzioni pecuniarie….speriamo che voi abbiate una lunga lunghissima vita…..siete un dono del signore e speriamo possiate rimanere in questo nostro territorio ancora per un lunghissimo periodo….

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  2. Giuseppe Raspa scrive:

    L’unica soluzione è porre in amministrazione controllata Comune, Regione , Provincia e Stato. Ma controllata dai proprietari, cioè direttamente noi cittadini..

    Devono smetterla, come fanno da sempre , di spendere soldi nostri e soprattutto farseli prestare dalle banche ( milioni di euro annuali di interessi passivi !!!)senza chiederne il parere preventivo.

    Iniziamo dal Comune

    Dobbiamo proporre la cancellazione per la modifica dello Statuto . Art 18, comma A
    ———
    Art. 18
    (Referendum consultivo)
    1. Il Consiglio Comunale, anche su proposta della Giunta, con deliberazione di Consiglio, può promuovere referendum consultivi relativi ad atti generali di propria competenza, diretti a promuovere interventi per la migliore tutela di interessi collettivi, con esclusione delle seguenti materie in tema di:
    a) Bilanci;
    ——–
    Propongo di eliminare comma a) perchè in contrasto con tutte le iniziative di partecipazione popolare al Bilancio messe in atto anche dal Comune di Pomezia. Il Comune, nella diffusione del Bilancio Partecipato del 2010, recita ” per mettere a regime questo strumento di democrazia diretta che consente alla popolazione di discutere ed effettuare proposte concrete sulle politiche pubbliche.”

    Inoltre proponiamo a Statuto una norma per avere tempi certi per la presentazione di bilanci preventivi (sanzionato con lo scioglimento della giunta in caso di inadempienza)

    Poi proponiamo un referendum per obbligatoria l’istituzione del bilancio partecipato con decisione della cittadinanza vincolante nella ripartizione delle risorse. Si pubblica il bilancio on line sul sito ufficiale (ogni voce con la relativa copertura) e si invita la cittadinanza, dotata di accesso certificato con documento,a votare le proposte inserite, prima di portarle in consiglio

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