l Consiglio Comunale del 28 Luglio 2011 ha stabilito che la città di Pomezia non è ancora pronta per la raccolta differenziata e, sebbene la città soffre di gravi carenze nel servizio di raccolta dei rifiuti, l’assessore all’Ambiente Toce chiede ai cittadini di “pazientare ancora 40 giorni”; non sappiamo se l’assessore Toce si senta un po’ come Gesù nel deserto per 40 giorni vittima delle tentazioni, la certezza è che Pomezia è invasa dai rifiuti e anche molto sporca lungo le strade.

A noi cittadini non è ancora permesso fare la raccolta differenziata e allora cosa fare per far capire ai cittadini che questa Amministrazione è “sorda” alla nostra proposta del problema?

La mia idea è quella di proporre la raccolta differenziata (inizialmente direi soltanto per la plastica …) nei luoghi importanti della nostra città : le scuole.

E’ noto che le scuole producono molta plastica perché per motivi di “igiene” non adottano la scelta di bere l’acqua del rubinetto; allora perché non proponiamo alle scuole di mettere da parte le bottigliette di plastica per poterle poi portarle in un centro di riciclo?

Credo che questo progetto debba coinvolgere i Gruppi di lavoro della Scuola, dei Rifiuti e dell’Ambiente, per capire ognuno con le proprie conoscenze come riuscire a mettere in piede questa iniziativa.

Personalmente ho due bambine che frequentano la scuola Don Bosco di Via Pier Crescenzi, il 29 giugno io e Anna Maria Nisi abbiamo avuto un incontro conla Vicaria della scuola che mi ha confermato l’intenzione di aderire a un progetto della Associazione Fare Verde che insegna ai bambini come fare la raccolta differenziata e il riciclo dei rifiuti; allora a cosa serve educare i bambini su come dividere i rifiuti e poi non mettere in atto questi insegnamenti?

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5 Responses to Riciclare la plastica nelle scuole

  1. Gianci scrive:

    Pensate che il Comune ha bocciato quest’anno un progetto della Scuola Don Milani di Torvajanica che si proponeva per fare informazione sulla raccolta diffenrziata porta a porta alla popolazione. L’informazione sarebbe stata curata anche in Polacco e Rumeno ! Io dico che nonostante il COmune noi cittadini dobbiamo andare avanti ed insistere anche se ci mischiamo i riufiuti sotto al naso. Per quanto riguarda la faccenda dell’acqua, non c’è alcun motivo igienico che vieta l’uso dell’acqua potabile pe ri bambini che è senz’altro più salutare. Avete mai provato a seguire il percorso che fanno le bottigliette ? QUanto tempo giaciono al sole ? Fare Verde ha fatto già progetti in altre città per l’uso dell’acqua potabile nelle scuola e per l’eliminazione dei piatti usa e getta dimostrando che oltretutto sono anche più dispendiosi della lavapiatti e dei piatti in plastica rigida lavabili

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  2. Licia scrive:

    Il problema sta a monte. Perché la mensa distribuisce bottigliette? il Comune DEVE intervenire. Serve a qualcosa occuparci noi della raccolta se poi il problema non si risolve dalle radici? vogliamo seguire il percorso della raccolta differenziata, anche? cosa scopriremo? dove va a finire la plastica? e la carta? dobbiamo chiedere al comune di parlare con la mensa per bloccare la fornitura di acqua in bottiglie (tranne magari torvajanica per questioni di arsenico). Ma io ho l’amara impressione che qualsiasi richiesta partirà dal MoVimento non verrà mai accolta. Non illudiamoci. Qui bisogna denunciare.

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  3. Gianci scrive:

    Cosa costerebbe al COmune e alla ditta cje gestisce l’appalto installare nella mensa della scuola un depuratore per l’acqua per tranquillizzare qualsiasi mamma ? Abbiamo oltretutto aziende a Pomezia che li costruiscono. Si ammortizzerebbe in breve tempo visto il risparmio nell’acquisto delle bottigliette, il risparmio di tempo nel differenziare e soprattutto il messaggio che arriverebbe in tutte le famiglie pomeztine: Mamma, Papà a scuola beviamo dell’acqua buona, se vogliamo anche con le bollicine e 1000 litri di acqua costano solo 30 centesimi !

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  4. Giuseppe Raspa scrive:

    Se è per tranquillizzare va bene, ma il depuratore con un’acqua così servirebbe quasi solo a togliere una parte dell’ipoclorito di sodio (cloro), che si può comunque eliminare facendolo evaporare. Direi di puntare anche molto sull’informazione (abbiamo anche una Mappa delle Acque che le scuole potrebbero diffondere).
    http://www.pomezia5stelle.it/la-mappa-delle-acque/
    Per le bollicine ai bambini le eviterei, anche se invitanti 🙂

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  5. mario scrive:

    nel mese di aprile dopo appuntamento mi sono recato presso l’ufficio ambiente per proporre un ‘iniziativa tutta a spese mie dove avrei aperto un eco punto per la raccolta di plastica alluminio carta e vetro per poi rivenderli alle ditte presenti in loco le quali si occupano del ricilaggio di questi materiali dando gran parte del denaro ricavato dalle vendite hai cittadini che consegnano i loro rifiuti questi soldi sarebbero stati dati in buoni acquisto da spendere soltanto nei negozi del nostro comune in modo da migliorare in qualche modo l’ecoomia del nostro paese ,, ma il progetto hai me non e piaciuto ,, peccato pensando che ancora oggi sono interessato alla realizzazione

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