Pomezia dovrebbe trovare una nuova identità e “specializzarsi” nel panorama delle città appartenenti all’hinterland di Roma.
Un sistema potrebbe essere quello di potenziare in maniera determinata il Campus Universitario di Pomezia, al fine di renderlo una “Harward” Romana, investire sulla cultura è l’unica via possibile per rendere davvero “speciale” la città.
Il campus dovrebbe divenire un luogo d’eccellenza per l’istruzione e il comune dovrebbe intervenire non dico tanto con finanziamenti (che sarebbe impensabile), ma ad esempio coinvolgendo le aziende del luogo cercando di farle entrare nell’università, convincendole che è lì che si trova il loro “tesoro”, cioè i loro professionisti del domani.
Inoltre si potrebbe forzare la mano cercando di organizzare buona parte  delle manifestazioni culturali e/o concerti all’interno del campus, che a quel punto potrebbe divenire luogo di aggregazione in cui molti giovani vorrebbero studiare e passare una parte della propria vita.
Inutile dire che nel progetto, dovrebbe essere anche compreso un piano di edilizia scolastica nei pressi della selva dei pini, poichè i veri campus ospitano al loro interno i propri studenti.

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3 Responses to Potenziamento Campus Selva dei Pini

  1. Simone Scopacasa scrive:

    Sembra inquietante ma vi posso dire che l’unico corso attivo dal primo anno al nostro Campus è solo quello in Infermiristica. Tutti gli altri corsi non sono partiti ma stanno solo proseguendo. Il tutto mi preoccupa !!!

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  2. Cristina Iacobone scrive:

    Caro EDODAG,
    la tua proposta è sensata e si basa su un’idea che condivido appieno, e cioè che una città beneficia in maniera straordinaria della presenza di università ed universitari. Una proposta simile alla tua è presente nella sezione scuola e cultura (è la primissima in ordine cronologico, inserisco qui il link http://www.pomezia5stelle.it/2010/10/19/alternativa-alluniversita/ )
    Dalle discussioni di mite e mario che seguono la proposta si evincono dei punti importanti che qui ti riporto:
    Mario: “3° motivo: l’università (intesa come struttura e non come istituzione) a pomezia è nata male solamente perchè gestita in modo affaristico. Ti spiego: decidere di dislocarla presso una struttura privata, sperando (come era negli accordi) nella collaborazione delle spese con aziende e comuni limitrofi, puntualmente disattese, ha creato una macchina infernale di spesa per le casse comunali, inoltre si deve considerare,oltre alla enorme spesa per l’affitto della struttura, anche la non trascurabile uscita per il mantenimento del “consorzio” (presidente, consiglieri ecc.).
    il successo vero dell’università in quanto tale è palese e dimostrato dalla costante crescita delle iscrizioni.
    Bastava quindi attendere magari qualche anno e con quei soldi (pubblici!!!) ormai spesi, si sarebbe potuto costruire una struttura ex-novo, cosicché ora e domani le future generazioni abbiano la possibilità di proseguire gli studi universitari, senza essere costretti a spostarsi sino a roma (e solo chi fa il tragitto tutti i giorni può capire che odissea), considerando che talvolta è proprio questo “peso” che fa desistere dal proseguire gli studi.”

    In sostanza, essendo il Selva dei Pini una struttura privata, comporta dei costi di utilizzo da parte del Comune molto onerosi. CIò non toglie che si potrebbe far sì che i vari congressi venissero lì dislocati, ma in questo senso penso che sarebbe meglio utilizzare le strutture comunali, come ad esempio la sala conferenze della biblioteca, e renderla maggiormente fruibile.
    Troverai davvero interessante la discussione che ti ho citato, parlano dell’università a pomezia e mettono a nudo molti aspetti un pò scuri di tutta la vicenda.

    Parlando da neo-laureata, mi sarebbe davvero piaciuto che ci fossero dei collegamenti comunali per il Selva dei Pini, ad esempio degli autobus che accompagnassero gli studenti dalle varie aree di Pomezia fino al campus, anche perchè è un fantastico luogo per studiare (se ci sono tali autobus, io non ne ho mai sentito parlare, e sarebbe stato invece compito degli amministratori divulgare tale iniziativa!). Forse, dato che la struttura non era comunale, gli amministratorinon hanno reputato che tali collegamenti non avrebbero comunque giovato alle casse comunali. Triste, eh?

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  3. Cristina Iacobone scrive:

    ERRATA CORRIGE:
    Forse, dato che la struttura non era comunale, gli AMMINISTRATORI HANNO reputato che tali collegamenti non avrebbero comunque giovato alle casse comunali. Triste, eh?

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