UN PROGETTO SENZA CEMENTO
“Il Parco della Valle e la rinascita di Pomezia storica con i suoi giardini”

Fatta eccezione per la Pomezia storica del 1939 – realizzazione del progetto di Petrucci, Tufaroli, Paolini e Silenzi – Pomezia è cresciuta quantitativamente in modo disordinato senza conformarsi mai ad un’idea precisa di città, come semplice somma di nuove case costruite seguendo le esigenze del mercato immobiliare. Ma negli ultimi anni qualcosa è cambiato: la quantità di case nuove costruite è aumentata prodigiosamente con il risultato che vediamo tutti intorno a noi: la campagna è stata sconquassata, stuprata e sta definitivamente scomparendo e le case vuote, perché invendute o non affittate, sono sempre di più.

Inoltre, se il comune di Pomezia ha fatto degli interventi questi sono stati per lo più rivolti a Pomezia nuova (la cosiddetta 167), vedi il nuovo parco della Crocetta o le strade, ad esempio. Pomezia “vecchia” è stata trascurata e gli unici interventi ne hanno solo deturpato la parte storica, ovvero quella del progetto di Petrucci. Ci riferiamo, ad esempio, alla fontana costruita nel bel mezzo della piazza razionalista incurante sia  dei materiali tradizionali impiegati nel progetto iniziale (tufo, travertino e intonaco giallo ocra) sia dello stile che delle sue forme. Oppure la bruttissima recinzione per chiudere i giardinetti storici di piazza Indipendenza, che non permette più di sedersi comodamente sul muretto di travertino, in passato punto di incontro di tutte le generazioni. O ancora l’agghiacciante lampada osram che lo illumina chiuso e deserto di notte o le scandalose discese ai bagni per i disabili che hanno abbassato il livello dei giardini rispetto al muretto e che hanno contribuito insieme al resto all’abbandono definitivo dei giardinetti. Per non parlare poi della “vergogna” del Teatro di Pomezia.

Con questa proposta vogliamo, pertanto, far rinascere Pomezia “vecchia”, renderla di nuovo bella e vivibile con un progetto che non impiegherà cemento, ma solo alberi, panchine, lampioncini e i materiali storici impiegati nella piazza per il restauro di questa.

Rendere più bella e gradevolmente vivibile la città significa una Pomezia silenziosa (fa parte del progetto anche la messa in loco di pannelli fonoassorbenti lungo TUTTO il tratto della Pontina che costeggia il paese), piena di spazi verdi in cui passeggiare, incontrarsi e far giocare i bambini, con un centro storico accogliente dove passeggiare sia di nuovo un piacere.

Invece, la Pomezia di ora ha tutti i difetti di una città senza averne però i pregi.

Siamo convinti che se si relizzasse questo progetto più l’altro di prolungare la ferrovia da Santa Palomba al bivio di  Pomezia, Pomezia rinascerebbe tutta, qualitativamente….

Perché pensiamo che il parco vada creato nel lembo verde rimasto tra la Pontina e via della Tecnica

Per i “nuovi” pometini chiariamo che la Valle era quella valle tra la Pontina e Pomezia storica, di cui dopo la colmata di terreno per creare via della Tecnica negli anni ’80 ne è rimasta la metà. Attualmente è l’unica parte verde abbastanza grande vicino alla parte “vecchia” di Pomezia.
Oltre questo pensiamo che un polmone verde che ci separi dall’ossido di carbonio proveniente dalla Pontina sia necessario. Non solo, il parco ci separerebbe insieme ai pannelli fonoassorbenti dal rumore e dalla vista della Pontina, strada assai comoda ma sicuramente una “ferita” per la città da cui questa va difesa.
Inoltre questa zona è facilmente raggiungibile a piedi da tutte le zone di Pomezia “vecchia” e una delle “discese” per arrivarvi sarebbe proprio attraverso i giardinetti storici di piazza Indipendenza e il declivio verde dell’originario belvedere sui Castelli che ora diventerebbe così un belvedere sul parco.

Perché pensiamo che la Valle non sia adatta ad ospitare il mercato di Pomezia

Il comune di Pomezia ha invece destinato questa zona a nuova sede del mercato di Pomezia, dove oltre agli stalli per le bancarelle verranno costruite tutte intorno varie palazzine (ALTRO CEMENTO!). Da quanto sappiamo per ora sono ancora in corso le procedure per l’esproprio dei terreni.

Pensiamo che non ci sia bisogno di versare altro cemento sulla nostra terra e di spendere tanto denaro per risolvere il problema della sede del mercato. Il mercato attuale potrebbe semplicemente essere diviso in due parti: una metà rimane dove è ora lasciando però lo spazio per una corsia di emergenza e l’altra metà si sposta alla 167 scegliendo una piazza e una via larga sempre in modo da lasciare una corsia di emergenza. In questo modo, tra l’altro, la maggior parte dei pometini potrebbero raggiungere il mercato a piedi. Troppo semplice? Troppo economico?

Inoltre se il mercato si spostasse nella ex Valle immaginate il traffico il sabato mattina? Perché va considerato che 2/3 degli abitanti di Pomezia non sarebbe più in grado di raggiungere il mercato a piedi.

Che parco immaginiamo

Il principio di base che ispira questa proposta di progetto è ottenere il massimo risultato con la minima spesa e con il minimo impatto sul territorio.

Pertanto il parco che vorremmo è rispettoso dei declivi naturali che ci sono nel lembo di terra tra la Pontina e via della Tecnica e rispetta anche quelle che sono le specie di alberi autoctoni. Per questo vorremo impiegare gli stessi alberi che crescevano spontaneamente nella zona prima del 1939: sughere, lecci e qualche pino oltre che cespugli di oleandri e alloro per delimitarne il perimetro. Oltre alle piante si traccerebbero dei sentieri pedonali in ghiaietta battuta, una parte del parco la si arrederebbe con attrezzi ginnici di legno e un’altra parte con i giochi sempre di legno per i bimbi. La parte pianeggiante lungo via della Tecnica sarà solcata da una pista ciclabile parallela alla strada e da un viale alberato pedonale con due file di panchine le une dirimpetto alle altre.

Che tipo di “rinascita” immaginiamo per Pomezia storica

Il declivio verde che va dai giardinetti di piazza Indipendenza alla piazza sottostante di fronte alla scuola “Marone” andrebbe ricoperto di ulivi, arredato con qualche panchina e dovrebbe essere illuminato da qualche piccolo lampioncino, oltre che liberato dall’orrenda recinzione. Le scale o i vialetti per scendere già ci sono.

I giardinetti storici andrebbero illuminati da piccoli lampioncini in stile, le panchine rotte e vecchie vanno sostituite scegliendo un modello il più possibile simile a quello originario, le siepi di bosso e le aiuole vanno ripristinate e così le altre piante. Non ne vanno assolutamente cambiati i connotati, bisogna RESTAURARLI non rifarli.
Fa parte del restauro dei giardinetti il ripristino del livello del terreno iniziale dalla parte del muretto in travertino insieme al sotterramento almeno di una delle discese per i disabili,  sicuramente quella di sinistra guardando i giardini dalla piazza. Proprio qui verranno rimessi i giochi per i bambini così come era fino alla fine degli anni ’80.
Verranno tolti la recinzione e il parapetto color blu acotral dal muretto, che così potrà tornare ad essere usato come comodo “divano” di pietra.
D’altronde perché un giardino pubblico deve essere chiuso? Basta illuminarlo e verrà usato piacevolmente anche di sera nella bella stagione (ovviamente nel rispetto della quiete pubblica).

Veniamo agli edifici storici della Pomezia di Petrucci. Il progetto prevede il ripristino del giallo ocra iniziale per tutti gli edifici che sono stati progettati di questo colore (compreso l’edificio della banca Intesasanpaolo, ex Cinema Italia). Niente begetti o giallini sbiaditi, il colore è il giallo ocra carico e deve essere uguale per tutti gli edifici. Gli avvolgibili devono essere verdi, basta guardare quelli che si sono conservati per vedere di quale verde parliamo.
Gli alberi storici quando si ammalano vanno ripiantati perché essi, oltre che abbellire e rinfrescare i nostri spazi, fanno parte dell’”architettura” del progetto iniziale. Quindi vanno ripiantati i lecci che mancano intorno alla fontana di fronte alla posta, in modo da ricreare l’anello verde intorno alla fontana circolare (a proposito, dove sono i pesci rossi gioia di tutti i bambini  finché ci sono stati?).
I due platani ammalati e tagliati in via D. Guerrazzi vanno ripiantati per salvaguardare la bellezza del viale alberato così come era stato pensato in origine.
Vanno restaurati i giardini di fronte alle scuole elementari, anche questi nati col  progetto iniziale.
Infine pensiamo che sia d’obbligo bandire un concorso per ridimensionare, correggere e adattare la fontana di fronte alla chiesa di S. Benedetto allo stile e ai materiali di piazza Indipendenza.

Fiorina Antonini

CHIUNQUE VOGLIA SOSTENERE QUESTO PROGETTO PUO’ FARLO CON LA PROPRIA FIRMA NEI SEGUENTI PUNTI RACCOLTA FIRME:
Estetica MD via D. Guerrazzi 9
Remo il Calzolaio via Orazio 8/D
Victor Premiazioni via Lamarmora 46
Pasticceria GMS via Roma 93
Libreria Odradek via Roma 39

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15 Responses to Il parco della Valle e la rinascita di Pomezia storica con i suoi giardini

  1. mario d'alterio scrive:

    è semplicemente un progetto BELLISSIMO!
    quasi da favola….
    GRANDE FIORINA!

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  2. enzo scrive:

    ..ottimo, anche se le intenzioni dell’amministrazione per quell’area vanno in tutt’altra direzione.
    Purtroppo qui a Pomezia, quando si propone il verde in cambio del cemento, si parte già sconfitti..
    Soltanto un’amministrazione a 5 stelle potrebbe dare speranza alle proposte di Fiorina.

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  3. gerry.signorelli scrive:

    Sono d’accordissimo con Enzo.
    Trovo inoltre il progetto molto interessante, va condiviso.

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  4. Mi pare veramente un bel progetto, magari si potesse realizzare! Ce la metteremo tutta.

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  5. Maurizio De Lisi scrive:

    BELLISSIMO, solo leggere di questa idea mi esalta!!!
    Non aggiungo pessimismo!!
    UN SOGNO!!!!!!!!

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  6. Cristina Patti scrive:

    Questo progetto piace tantissimo anche a me e mi auguro che venga realizzato.
    Sono sicura che sarebbe gradito da tutti i cittadini visto l’entusiamo con cui è stato accolto il parco della 167.
    Brava Fiorina

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  7. Ottima proposta, anche se il Comune del giardino vuole farci un parcheggio sotterraneo e due ali di servizi. Infatti una delle ultime delibere di questa giunta è stata quella trasformare l’area del giardino da verde pubblico a servizi. Questo gli permette di speculare anche nel centro storico. Inoltre per realizzare il parcheggio si parla di alzare il livello a quello della piazza, perciò distruggere tutte le piante per poi riposizionare forse striminziti alberelli. Ora però che siamo in molti possiamo provare a bloccare lo scempio e presentare la tua idea, magari riveduta e corretta in alcune parti per ragioni tecniche. Ma questa è un’altra storia che possiamo affrontare proseguendo il confronto.

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  8. nessuno scrive:

    ciao, bel progetto,da parte mia,aggiungerei qualcos’altro perche’ forse sono un po’ megalomane.partendo da via della tecnica proseguirei con la pista ciclabile fino al sughereto,renderei il sughereto vivibile per le famiglie (anche se io ci sono cresciuto anche cosi’ come’e’,pero’ curarlo,attrezzarlo e’ meglio ed educare le persone al verde pure),lo farei diventare come le ville d’europa a misura d’uomo e natura.Poi dal sughereto proseguendo con la pista ciclabile arriverei alla 167 collegandola a torvaianica alta, e collegare il sughereto alla querceta e cosi’ via.si puo’ fare,si deve fare!!!!! ciao a tutti

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  9. GIUSEPPE scrive:

    SEMPLICEMENTE FANTASTICO!!!!

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  10. Giorgi Giorgio scrive:

    Lavoriamoci sopra,sono d’accordissimo!!!

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  11. lucio scrive:

    Sono un pò sgomento di come si parli così facilmente e si pensi di disporre liberamente di un fondo privato, ma i proprietari della valle come si pensa di pagarli per quel terreno, con le belle parole?

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  12. pompeo scrive:

    Se si pensa a ciò che invece vogliono fare e forse faranno, viene da piangere…Sono pessimista perché purtropo la sensibilità ecologica è quasi ovunque inesistente.

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  13. Lidia scrive:

    E’ Tutto bellissimo…
    anche se…
    io vado ai “giardini della piazza” da quando sono bambina… (ora ho 43 anni)..
    Dall’età della 3° media ho avuto il mio primo cane..
    (ero una delle prime e poche del mio quartiere (abito dietro i Carabinieri)…
    Vado ai giardini.. tutti i giorni.. da 30 anni..
    tutti i giorni.. due volte al giorno…
    Ho vissuto i giardini + di tutta pomezia messa insieme..
    li ho visti “spegnersi” negli anni.. lasciati.. di proposito alla morte..
    Sono molto dispiaciuta.. che gli animali come i cani.. gli uccelli e tutti… non vengano mai compresi nei progetti… per me e tutti i miei amici che hanno un “mostrino”.. viene naturale…
    e tutte le mie amiche che hanno bambini e cani..
    anche a loro viene naturale.. uscire con entrambi.. e andare in un posto dove si divertano insieme liberi..
    purtroppo… quasi tutta Italia.. pensa che i cani di città… non debbano correre come matti come i bambini..
    Invece.. è proprio correndo come matti.. che un animale è sano e tranquillo…
    Sono così triste che la parola “Ambiente”ed “Ecologia” non sia in armonia con tutte le forme di vita…
    Ci son Cascati tutti con la “politica del Terrore” di mass media…
    Un cane uccide… ma mille salvano…
    è come dire..
    Che tutti i maschi.. e tutti i padri.. sono pedofili..
    Assurdo?…. appunto.
    Sarò… per quel poco che mi resta da vivere..
    una “Cattiva Persona”.. perchè mi piace portare i miei “mostrini” nel mio “Parco del Cuore” e vederli correre “sorridendo” (perchè anche loro sorridono).. con la lingua a penzoloni di lato.. e gli occhi brillare dalla gioia di vivere.. quella che io ho perso in questa città di Cemento.

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  14. Edoardo scrive:

    sarebbe bello poter fare un parco a Pomezia (zona centrale) nelle già presenti aree verdi (purtroppo attualmente senza alberi, ne panchine dove sostare, ne giochi per i bambini, ecc) tra le vie P.Borsellino, via Salvo d’Acquisto e Via Augusto Imperatore. Io pensavo ad un parco con pista ciclabile (oltretutto facilmente collegabile a quella da poco realizzata in zona 167), per fare jogging e passeggiate,e cmq respirare area pulita Magari prevedere al suo interno anche attività commerciali, come gelateria, chioschi bar le quali potrebbero partecipare ai costi di realizzazione e mantenimento. e magari anche una area per eventi, manifestazioni, mercatini, ecc…

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