Buongiuorno a tutti, sono mamma di tre bambini ed abito a Pomezia Centro.
Ieri pomeriggio nella riunione con gli insegnati tenutasi c/o la Scuola Elementare “S. Giovanni Bosco” siamo stati informati che, per l’ennesima volta, le casse della scuola cosìccome quelle di altri istituti (elementari, medie ecc….) sono vuote. La vicaria ha richiesto alle famiglie un contributo voltario, ma a mio avviso obbligatorio, di almeno €5 per poter ammodernare, mantere e soprattutto far utilizzare ai bambini il laboratorio di informatica attraverso un Progetto chiamato “Fondazione Roma”. Allora mi sono posta una domanda: “Perché non richiedere ai genitori donazioni di Pc in disuso, stampanti, toner, carta ecc….? Perché non collaborare con l’Isola Ecologia per cercare di reperire qualcosa? Perchè non chiedere aiuto alle numerose aziende presenti sul nostro territorio?”. In poche parole: aiutiamo le nostre scuole e soprattutto il nostro futuro (i bambini) a non pagare per le decisioni dei grandi. La mia proposta è questa: “Chi, per caso, avvesse qualche pc, stampante, risme di carta ecc… da donare alla Scuola S.Giovanni Bosco (si trova nei pressi di piazza Indipendenza) può farlo c/o la segreteria. Grazie in anticipo da parte di tutti i bambini.

Anna Maria

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18 Responses to Aiutiamo le scuole di Pomezia

  1. Fabio Fucci scrive:

    E’ veramente un’idea eccezionale. Il riuso al servizio della scuola. Ne beneficeranno istruzione e ambiente.

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  2. mariod scrive:

    ottima idea!

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  3. FRANCESCA ROMANA MONNI scrive:

    Anna Maria salve ! Anche io ho 3 bimbi e la maggiore va a scuola alla Trilussa,da noi sono stati chiesti 20 euro come “contributo volontario” .
    Le risme di carta le acquista in blocco la rappresentante con il fondo cassa e il materiale extra si acquista di volta in volta a seconda delle necessità ( devo dire sinceramente che le maestre non chiedono molto) .
    Più che riempire le scuole di vecchi pc e stampanti bisognerebbe partecipare alle scelte che gli istituti fanno con i fondi che hanno a disposizione. Faccio un piccolo esempio pratico : mia figlia ha iniziato le elmentari con il modulo di 5 maestre (tra cui quella di inglese) quest’anno non ha più la mestra di inglese (che le viene insegnato da quella di matematica ) e ha musica a pagamento , la sua amichetta che ha un anno di meno quindi è rientrata nella riforma della maestra unica ha un’insegnate a parte per inglese e musica fornita dalla stessa scuola. Vorrei più chiarezza sulle scelte che operano i dirigenti nell’assegnazione delle cattedre e delle spese in generale. Ho letto il bilancio della trilussa ma da profana non ho capito molto, Quello che vorrei capire è come mai alcune attività avvengono di mattina a pagamento, come mai alcune scuole riescono ad autogestirsi ed altre hanno bisogno della carta igienica . Portare vecchi pc e vecchie stampanti a scuola credo aumenterebbe le spese ( pensa al tecnico che li deve formattare tutti e metterli in rete ) le stampanti domestiche hanno un grosso difetto : le stampe sono costose e gli inchiostri si seccano facilmente, aver modo invece di verificare che la scuola sia dotata di una stampante professionale laser che con un toner fa 1500 copie credo sia più produttivo, portare una risma per uno ci fa stare bene con la coscienza come quando facciamo un’offerta in chiesa : 3 euro e 50 e non ci penso più, Bisognerebbe invece avere invece un idea più chiara di quante risme effettivamente occorrono alla scuola e aquistarle tutti insieme con un gruppo di acquisto solidale oppure con un contributo volontario alla scuola stessa ,ma avendo però la possibilità di verificare la scelta dei fornitori e dei prezzi applicati:Questa soluzioine è più impegnativa ma umenterebbe il potere di acquisto dei fondi a disposizione ed evetrebbe qualche sperpero per aquisti fatti con leggerezza…
    Non so se è una leggenda urbana: la Trilussa dovrebbe avere un forno adatto alla cottura della ceramica , se fosse vero invece di lasciarlo fermo ( soldi pubblici sperperati) potrebbe organizzare dei corsi pomeridiani a pagamento sia per i bambini che per gli adulti e aumentare così il budget, questo è solo un esempio e per altro non posso dar per certa la notizia, ma avere un inventario delle attrezzature scolastiche e dati precisi sui bisogni delle varie scuole ma soprattutto aver modo di partecipare come cittadini alle scelte che operano i diregenti sui magri fondi che arrivano dal provveditorato migliorebbe la situazione.
    …sicuramente è più faticoso dei 5 euro o della vecchia stampante .
    Comunichiamo e confrontiamoci il più possibile , vedo che “scuola che vai usanza che trovi” ma soprattutto negli stessi istituti ci sono differenze abissali da classe a classe.
    Scriviamoci , parliamoci, incontramoci, facciamo qualcosa

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  4. FRANCESCA ROMANA MONNI scrive:

    … mi sono riletta( O_o ), scusate per qualche consonante mancante e la per la scarsa sorrevolezza dei periodi. Non voglio dar la colpa alle idee che fan fatica ad essere tradotte in parole ne alla prole che mi interrompe ad ogni frase … ci tengo però a dire : ho studiato a Pomezia ;-P heheheheheheeh

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  5. gerry.signorelli scrive:

    Credo che Francesca non abbia tutti i torti. Ad esempio, sono stato all’isola ecologica più volte e vi assicuro che i PC, i monitor e le stampanti che erano lì, avevano tutte le ragioni per essere arrivati in quel posto.Non erano assolutamente utilizzabili.
    Sono anche d’accordo che le stampanti domestiche non siano adatte alle scuole.
    Inoltre, a mio parere, Francesca dice bene che bisognerebbe arrivare a capire cosa serve veramente, ma questo credo sia nel bilancio e sia di competenza del preside.
    Secondo me prima di dare questi “contributi volontari”, le mamme avrebbero il diritto che il preside dedichi loro almeno una mezza giornata per spiegare in parole semplici a quanto ammonta il bilancio, quanto si può spendere e quando bisognerebbe reperire.
    A quel punto ci vorrebbero delle buone idee su come reperire fondi:iniziative culturali, gite, bisognerebbe pensarci un po’. Ora ci penso…
    🙂

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  6. gerry.signorelli scrive:

    Da un primo giro in rete, ho trovato questa idea: chiedere ad aziende private di risistemare o mettere a nuovo piccole parti della scuola,ad esempio bacheche, banchi,vetri ecc, in cambio di una targhetta pubblicitaria da apporre sull’opera bonificata.
    Leggete anche questo link:

    http://www.ideesenzasoldi.com/notizie/1/barletta,-lo-sponsor-entra-nelle-scuole-per-comprare-banchi,-sedie-e-lavagne-38.html

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    • Am1979 scrive:

      Buonpomeriggio a tutti,
      l’idea della donazione di stampanti, pc ecc…. non è nata per intasare le scuole di materiale obsoleto, ma può essere un inzio per altri progetti…. 🙂
      Ho buttato lì l’idea, soprattutto perché sono stanca di dover pagare per il mal uso delle risorse o per i tagli imposti da altri ed anche per far si che i soldi delle donazioni non vengano utilizzati per altri scopi.
      Ottima l’idea di Gerry : chiedere ad aziende private di risistemare o mettere a nuovo piccole parti della scuola,ad esempio bacheche, banchi,vetri ecc, in cambio di una targhetta pubblicitaria da apporre sull’opera bonificata.

      Nell’immediato sono dell’idea che la donazione di materiele informatico ecc…. alle scuole (ho detto la scuola S.Giovanni Bosco, perché la frequenta mia figlia) sia un buon inzio, perchè per ottenere il finaziamento da terzi non sempre è facile, soprattutto in questo periodo di crisi economica.
      Per rispondere a Francesca voglio portare la mia esperienza.
      Mio figlio Giovanni Paolo (età 5 anni e 1/2) è affetto da disgrafia e da disprasia, ma a causa dei tagli alla scuola le sue patologie non rientrano in quelle per poter ottenere o l’isegnate di sostegno o l’assistente il prossimo settembre (farà la 1° elemetare). Sono costretta, quindi, a mandarlo a Bay Music e dalla logopedista privamente ogni sabato pomeriggio, perchè la scuola non ha fondi per aiutare mio figlio.
      Ciao.

      Amn

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      • Fabio Fucci scrive:

        Anna Maria ha ragione. Ci sono tante persone che non sanno di come disfarsi dei loro pc obsoleti (ma funzionanti).
        Questi pc sono in gran parte utilizzabili per operazioni di alfabetizzazione informatica orientata all’insegnamento di concetti base come la navigazione del web, la videoscrittura, l’organizzazione dei file, ecc. In più, per non gravare sulle casse della struttura scolastica di costi inutili, su questi pc si potrebbero installare software gratuiti ed open source (linux, openoffice, ecc.).

        E’ altrettanto vero che gli sprechi dovrebbero essere evitati in ogni caso ed i fondi destinati alla didattica e agli strumenti di supporto per gli studenti.

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  7. gerry.signorelli scrive:

    Ben vengano le donazioni di materiale informatico alle scuole, purchè siano in buono stato.
    Io proponevo di fare di più: listare esattamente quello che serve (come suggeriva Francesca), ad esempio:
    Alla scuola S.Giovanni Bosco servono:

    10 PC per insegnamento videoscrittura
    2 PC per insegnamento grafica
    3 stampanti per stampe lavori studenti
    1 stampante per fotocopie (circa 500 copie al giorno)
    ecc.

    in questo modo tutti avrebbero idea di come possono aiutare la scuola in modo concreto e mirato, se hanno materiali a disposizione (PC, stampanti…)
    Insomma proponevo di strutturare la proposta di Anna Maria e arricchirla, anche in un secondo momento, con altre iniziative per recuperare fondi (es. targhette pubbilicitarie)

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  8. Cristina Iacobone scrive:

    Salve a tutti, cercherò di ricapitolare le varie proposte fatte per aiutare le scuole:
    1- Donazioni di privati, Isola Ecologica, o imprese presenti sul territorio che vogliono disfarsi di dispositivi elettronici in disuso o fornire alla scuola dei materiali mancanti, come la carta (direi RICICLATA 😀 ). Le donazioni dovranno essere mirate a colmare effettive necessità degli istituti.
    2- Utilizzo di software gratuiti nei pc scolastici e stampanti esclusivamente LASER.
    3- Evitare gli sprechi tenendo sotto controllo le spese dei vari istituti scolastici. Si potrebbe richiedere ai vari istituti di presentare un budget dettagliato con TUTTE le varie entrate (finanziamenti comunali e/o statali, donazioni “volontarie” dei genitori, introiti provenienti da società private che utilizzano le strutture scolastiche in orario extra-curriculare), e le varie spese (CLASSE per CLASSE), GIUSTIFICATE da fatture che permettano di verificarle.
    4- Questo budget dovrà essere chiaro e comprensibile anche per i non esperti in materie economiche, ed inoltre accessibile tramite internet da chiunque volesse consultarlo.
    5- Le scelte dei vari dirigenti scolastici in materia di fornitori dovranno essere discusse con i rappresentanti dei genitori – e direi anche dai rappresentanti degli studenti stessi per quanto riguarda le superiori.
    6- In caso di richieste di “donazioni” i dirigenti scolastici dovranno divulgare con chiarezza i motivi e i fini di tale denaro richiesto, e oltretutto spiegare PERCHE’ ci si ritrova con un bilancio in negativo.
    7- In caso di differenze (apparentemente ingiustificate) nei costi dei corsi scolastici tra alunni di diverse età appartenenti allo stesso istituto, l’istituto stesso dovrà occuparsi di informare in maniera dettagliata i genitori dei motivi delle varie tariffe applicate (la questione del maestro unico dipende dalla “riforma” (bleah) gelmini, e secondo me il corso di musica a pagamento per il figlio maggiore di Francesca dipende forse dal fatto che musica non era una materia compresa alle elementari – parlo di quando ci sono andata io, 18-13 anni fa )
    8- Utilizzare le strutture scolastiche al meglio (corsi pomeridiani/serali ecc) o permettere alla scuola di organizzare eventi di autofinanziamento in modo da reperire fondi da reinvestire per colmare i tagli statali . E’ scandaloso che un bambino che ha delle difficoltà fisiche non venga affiancato da un insegnante di sostegno!

    Quello che ora io mi chiedo è: i dirigenti scolastici sono effettivamente TENUTI A mettere al corrente i genitori di tutti i movimenti dei finanziamenti? E’ possibile rendere partecipi genitori/alunni delle scelte finanziarie delle scuole? Se per legge è fattibile, beh, che altro dire se non FIATO SUL COLLO?

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    • gerry.signorelli scrive:

      Hola Cristina,

      secondo me in questa azione bisognerebbe avere un approccio amichevole. Mi spiego: io parto dal fatto che i dirigenti scolastici siano in buona fede (a differenza di alcuni politici), quindi non riterrei fondamentale richiedere un bilancio dettagliato delle spese.
      Si potrebbe cominciare, come ho detto, facendo una lista delle cose che servono, e quali di queste verrebbero finanziate dalle donazioni dei genitori.
      Con queste due cose semplici, ci si potrebbe dare da fare per trovare subito alcune delle risorse che mancano, coinvolgendo magari anche privati per bonificare certe aree (imbiancare un cancello, mettere una panchina, comprare sedie, in cambio di una targhetta pubblicitaria).

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  9. Cristina Iacobone scrive:

    Gerry anche io voglio pensarla postitiva. L’idea delle targhe l’avevo già inserita nel riepilogo e mi sembra positiva a breve termine. A lungo termine però si deve cercare di trovare un approccio che eviti alla radice situazioni di disagio come qulle che devono subire i bambini delle scuole pubbliche.
    Per esempio, io vado spesso alla scuola Don Milani. I bambini sono impegnati in 12000 progetti a tutte le ore, e nonostante ciò MANCA LA CARTA IGIENICA NEI BAGNI. Ora io mi chiedo: quali sono i criteri di priorità? Ho sentito una mamma lamentarsi del fatto che, tra un progetto e l’altro, in quinta elementare si ritrova con un figlio ignorante.
    Dovunque non c’è controllo si creano forme di sprechi e clientelismi. E allora ben vengano i contributi di privati, le donazioni e le ristrutturazioni in cambio di pubblicità, ma il “fiato sul collo”, come al solito, è l’unica soluzione.
    Bisogna creare delle commissioni di rappresenanti di genitori ed insegnanti, ecco cosa ci vuole! Che ne dite?
    Mamme per favore non abbandonate la discussione!

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  10. Am1979 scrive:

    Mi piacerebbe,per favore, risottolineare la problematica. Grazie.

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  11. Paco scrive:

    Ciao, vi dico la mia.

    Grazie alla mia compagna, che è una maestra dell’infanzia a Pomezia, ho avuto modo di capire come funzionano le scuole. Posso dire che, innanzitutto, bisogna andare un attimo a monte. Tutti gli istituti dicono di non avere soldi ma sono davvero pochi quelli che lo dimostrano. Molte scuole non condividono i bilanci nè con gli insegnanti nè con i genitori; altre invece lo fanno ma in modo quantomeno inadeguato. Quindi, a mio parere, prima di capire cosa bisogna donare è necessario capire come vengono spesi tutti i soldi e se c’è margine per ottimizzare le risorse già a disposizione.

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  12. lastdance scrive:

    Questo è il bilancio di una scuola di Pomezia dell’anno 2009:
    http://www.trilussapomezia.it/IMG/pdf/Relazione_Conto_Consuntivo-2.pdf

    Io non capisco molto di bilanci, qualcuno esperto ne capirà di più. In ogni caso so per certo che le quote destinate ai progetti (in genere le più alte) non possono essere utilizzate per altri fini (es. materiale didattico, carta igienica ecc). Nel nostro caso, addirittura vengono finanziati soltanto i progetti della scuola primaria, la scuola dell’infanzia, non essendo scuola dell’obbligo, viene esclusa. Questo è un punto di vista che io non condivido, in quanto, secondo altri dirigenti scolastici con cui ho lavorato, la scuola materna fa parte dell’organico e quindi i soldi vanno spalmati in parti uguali per tutti i progetti. Nonostante il mio impegno nel sensibilizzare i genitori, questi preferiscono spendere ben 60 euro all’anno per progetti “esterni” di psicomotricità e teatro, quando potrebbero usufruire di noi docenti interni gratis. Ma non riesco a farmi ascoltare, per cui ho rinunciato. Ci si lamenta della mancanza di carta igienica e poi si pagano 60 euro di progetti con esperti esterni? è contraddittorio… ma tant’è… siamo strani anche in queste piccole cose. Resta a voi genitori il compito di informare gli altri e di pretendere il bilancio scolastico ogni anno, in modo da fare 4 conti e capire dove vanno a finire i soldi. Perché, credetemi, non tutti i dirigenti scolastici sono onesti, una puntata di Report sul tema ha dimostrato che il marcio è anche nelle scuole, per cui, OCCHIO!

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  13. Am1979 scrive:

    http://www.parmalat.it/premiscuole.html

    Concorso per sostenere le scuole promosso dalla Parmalat. Mi è sembrato interessante.

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  14. Am1979 scrive:

    Io penso che in attesa di riuscire a visionare il bilancio, per legge “pubblico”, di una scuola occorre inziare a creare un ambiente migliore per i nostri figli.
    Ho portato l’es. della scuola elementare S.Giovanni Bosco, perché i miei figli Giovanni Paolo e Francesca a settembre frequenteranno le classi I e III di tale istituto. So che esiste la problematica “reale” del rifacimento del laboratorio di informatica e mi piacerebbe risolverlo. Per quanto riguarda la carta igenica nelle scuole, fornitura di tovaglioli ecc… ogni anno l’azienda Eco Lucart indice una sorta di concorso per la fornitura per 1 anno di tovaglioli, carta igenica ecc… gratis alla scuola vincitrice (scusate il giro di parole). Per cui, perchè non approfittare di certe inziative?
    Grazie.

    Amn

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  15. Am1979 scrive:

    Questa mattina ore 10 incontro con la vicaria della scuola S.Giovanni Bosco per il progetto scuola. Siamo alla ricerca di sponsor per l’acquisto di carta igenica, sapone per le mani, rotoloni di carta ecc….

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