Siamo felici di riportare questa bellissima notizia: il TAR del Lazio ha accolto le motivazioni delle associazioni ambientaliste ed ha annullato gli atti amministrativi prodotti per la costruzione dell’inceneritore di Albano. L’inceneritore non si deve fare, quindi.

Gli inceneritori, non ci stancheremo mai di ripeterlo, sono impianti costosi e dannosi per la salute che sprecano enormi quantità di risorse (idriche, energetiche, ambientali). Sono impianti che se non fossero finanziati illecitamente con soldi pubblici (i famosi CIP6) nessuno si sognerebbe di costruire. Sono proprio i soldi dei CIP6 che fanno gola ad imprenditori senza scrupoli che sono disposti a fare pressioni sulle amministrazioni locali affinché concludano in tempi rapidi l’iter per la costruzione degli impianti. Il TAR ha riconosciuto che nell’iter di approvazione dell’inceneritore di Albano ci sono state irregolarità dettate dai forti interessi della CO.E.MA., società che dovrebbe gestire l’impianto.

Anche noi del Movimento 5 Stelle Pomezia abbiamo fatto la nostra parte:

Noi siamo per le scelte di buonsenso. La gestione dei rifiuti è troppo importante per lasciarla nelle mani di imprenditori senza scrupoli sostenuti da Amministrazioni deboli e poco informate.

La nostra proposta? Raccolta differenziata porta a porta, il compostaggio, il trattamento a freddo del residuo secco dei rifiuti (TMB). Si può fare, basta volerlo!

Riportiamo la parte finale della sentenza del TAR:

Il Tribunale amministrativo regionale del Lazio, sede di Roma, sez. I^, definitivamente pronunciando sul ricorso e i motivi aggiunti di cui in epigrafe, così provvede:

1) accoglie il ricorso principale;

2) accoglie i motivi aggiunti al ricorso n. 132/2009 depositati in data 7 aprile 2009, limitatamente all’impugnativa dell’ordinanza del Presidente della Regione Lazio in data 22.10.2008 e li dichiara inammissibili e infondati per il resto ;

3) accoglie i motivi aggiunti depositati il 4.12.2009;

5) annulla, per l’effetto, nei sensi di cui in motivazione, la valutazione di impatto ambientale, prot. n. 177177 dell’ 8.10.2008, l’autorizzazione integrata ambientale, prot. n. B3694 del 13.8.2009, l’ordinanza del Presidente della Regione Lazio n. 3 del 22.10.2008.

Il testo integrale della sentenza è disponibile qui.

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