Mutuando la Carta Ardeatina ideata dal Ecomuseo del lazio Virgiliano, organizzazione che opera al Museo Manzù,  il comune di Pomezia deve, a mio avviso, adottare le seguenti linee di principio  perché  il nostro territorio diventi un vero e proprio “Museo” a cielo aperto, senza muri . Deve nascere dunque una Carta Pometina, di intesa con tutte le realtà quali istituzioni, enti, scuole,associazioni , imprese e chiaramente singoli cittadini, che partecipano  alla programmazione e valorizzazione delle risorse locali , storiche e paesaggistiche.

Il “patrimonio” storico , archeologico e paesaggistico (quest’ultimo inteso  inteso come risorse ambientali e culturali) Pometino fa parte di un contesto Europeo, latino-mediterraneo e contribuisce a definire l’identità locale ed il senso di appartenenza dei cittadini ad una “comunità”, che ora non esiste . Solo la reale conoscenza dei luoghi e della loro storia può permettere il “radicamento” e la difesa del territorio che li ospita. Conoscere di più il territorio, compreso quello urbanizzato,  significa viverlo con un’altra prospettiva, rispettandolo maggiormente e dunque difendendolo.

I cittadini devono dunque essere i primi a beneficiare della  tutela , valorizzazione e gestione di tale patrimonio ed imparare imparare ad utilizzarlo anche  per sostenetere e promuovere lo sviluppo del sistema economico locale  in  ambito turistico.

Il Comune non dovrà esclusivamente “patrocinare” le iniziative, ma dovrà attivare tutte le sue risorse per programmare ed attivare la Carta Pometina, di intesa , come detto, con tutte le realtà del territorio. Gli obiettivi fondamentali della Carta sono:

-Contribuire allo sviluppo locale attraverso la creazione di nuovo posti di lavoro nelle attività di ricerca, conservazione, manutenzione , valorizzazione , promozione e gestione del patrimonio storico ,archeologico e paesaggistico.

– Qualificare e specializzare l’offerta turistica locale integrando il turismo balneare con il turismo culturale.

-Programmare una mobilità alternativa all’auto privata , che comprenda il circuito turistico e della quale possano beneficiare anche i residenti . Ideare quindi percorsi ciclopedonali integrati nel tessuto urbano.

– Incentivare la nascita di punti di accoglienza (bed & breakfast) e la produzione di aziende locali , agricole e non, che devono offrire, nel circuito,  prodotti basati sulla produzione locale. Mercati in piazza , basati su produzioni locali, saranno integrati nei i percorsi turistici. In tale maniera si incentiva la micro economia

– Oreintare le scelte e la partecipazioni di aziende ed imprese che possono trasformare le  attività , che attualmente soffrono di una crisi , in sviluppo di una industria turistica locale sostenibile

– Rendere efficaci le azioni per la conservazione , nel tempo, di beni non riproducibili come quelli archeologici

– Definire il sistema turistico locale nell’ambito degli obiettivi strutturali previsti dalla Comunità Europea per il nostro territorio

– Affacciarsi con la proposta di un turismo integrato nei circuiti regionali , nazionali ed internazionali attraverso la diffusione via web e coinvolgendo i tour operator

– Organizzare visite guidate da storici locali al territorio di Pomezia , urbano e dintorni, a bordo di un pullman

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2 Responses to La Carta Pometina

  1. reiner77 scrive:

    Pienamente d’accordo!

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  2. marcella cossu scrive:

    vedo ancor una volta che l’ecomuseo è un argomento vincente, che riesce a coniugare il campanile con l’universale, il micro con il macro, l’individuo con il sistema, la teoria con – anche se qui il discorso si complica decisamente – la pratica. Ciò accade nel risveglio di una coscienza etica legata alla riscoperta delle radici, e all’orgoglio di una identità riscoperta e rivissuta con l’intensità di una partecipazione neocatecumenale. In sintesi, il discorso di una condivisione territoriale di tematiche di competenza rende vivo e presente un concetto culturale altrimenti ritenuto lontano, freddo distante e quasi ostile alle aspettative del territorio. continuiamo a tenerci in contatto perciò
    marcella cossu

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