Pur in presenza di un gran numero di giovani che impegnano le proprie energie ed il loro tempo in attività artistiche e culturali (musica, danza, pittura, fotografia, recitazione ecc.), una città come Pomezia è particolarmente avara di spazi pubblici e contenitori culturali adatti a loro.
Prendiamo ad esempio le pur molte band di giovani di Pomezia.
Un’ora in saletta costa almeno 15-20 euro, di spazi attrezzati dove esibirsi in pubblico offerti alle band neanche a parlarne.
Ci sono soltanto locali che le sfruttano per assicurarsi coperti e consumazioni…
Non ci sono centri di aggregazione che diano modo alle giovani realtà di esibirisi. Lo stesso dicasi per la danza, la recitazione e le più varie espressioni artistiche.
Insomma c’è l’esigenza di nuovi e più praticabili luoghi dove i giovani possano incontrarsi per scambiarsi esperienze e/o creare nuovi progetti.
Ci sono nel territorio comunale edifici, lasciati da anni all’incuria, che, opportunamente riqualificati possono trasformarsi, attraverso un progetto partecipato insieme agli stessi giovani, in sale prova musicali, spazi per ballo, recitazione, arti grafiche, visive e fotografiche fino a dare vita ad un centro culturale polifunzionale di aggregazione in cui i giovani possano trovare occasioni di confrontarsi e contaminarsi e soprattutto costi contenuti ed accessibili per tutti i servizi.

Credo fermamente che sia possibile farlo, con costi iniziali e di gestione contenuti e, soprattutto, dando la possibilità agli stessi giovani di esprimere disagi ed esigenze, proposte e perplessità, esperienze e impegno, e di essere direttamente coinvolti nei lavori di ristrutturazione, e creare insieme a loro nella gestione, un meccanismo virtuoso di vigilanza.

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2 Responses to Spazi pubblici e contenitori culturali per giovani

  1. mariod scrive:

    è un diritto dei ragazzi avere queste strutture!

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  2. gerry.signorelli scrive:

    Ciao Gianfranco, questa tua posizione credo debba essere tenuta in grande considerazione. Proprio in questi giorni stavo pensando che a Pomezia manca del tutto la musica. Quest’estate mi è capitato di imbattermi nel concerto di Gigi Finizio in Piazza Indipendenza.
    Con tutto il rispetto per questo cantante, credo che per quello che è stato pagato si potevano chiamare benissino un paio di band di giovani e far ascoltare qualcosa di nuovo una volta tanto.
    Ti consiglio di mettere anche un tuo commento, anche articolato, sul post di Giuseppe “Federalismo Demaniale”, in cui si parla appunto di strutture del comune che potrebbero essere vendute per fare cassa.
    Un saluto.

    Gerry

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