Il problema della prostituzione sul territorio di Pomezia è sotto gli occhi di tutti, ma non viene affrontato se non da chi “ha la prostituta sotto casa”. Il fenomeno è più complesso di quello che sembra e i suoi retroscena sono tristi e rappresentano uno dei picchi di inciviltà più bassi della società moderna.

La politica tradizionale non trova soluzioni per una serie di motivi:

1) le pressioni di radice cattolica impediscono una “disciplina” di questa “professione” come avvenuto in altri paesi (mancata revisione della legge Merlin);

2)i partiti di destra hanno un atteggiamento meramente repressivo e spingono i Sindaci a delle ordinanze che di volta in volta lasciano il tempo che trovano (sostanzialmente un atteggiamento populista ad apparente tutela dei cittadini che si lamentano);

3) i partiti di sinistra tendono a voler risolvere il problema con i servizi sociali e iniziative di sensibilizzazione delle prostitute che danno meno risultati delle ordinanze (un atteggiamento “dalla parte della prostituta” che non ha quasi mai effetto perchè le ragazze hanno a che fare con criminali incalliti e sono troppo impaurite);

Ritengo che per risolvere un problema occorra prima cercarne le radici. Occorre partire dal presuppo sto che  SONO SOSTANZIALMENTE SPARITE LE PROSTITUTE TRADIZIONALI ormai esistono solo le SCHIAVE DEL SESSO. Infatti esiste un giro d’affari vertiginoso (una ragazza riesce a incassare fino a 1000 euro al giorno) che sfutta delle ragazze condotte a questa vita dopo compravendite di esseri umani, inganni, stupri, violenze fisiche (per dirne una vengono desinsibilizzate le loro parti intime con pratiche disumane per evitare che dopo i primi giorni di “lavoro” si debbano fermare per problemi di sensibilità) che proseguono con aborti clandestini e chi più ne ha più ne metta.

Ora a un movimento laico e fuori dagli schemi ideologici tradizionali propongo un mix di ingredienti che potrebbero limitare fino alla scomparsa il fenomeno e che la “politica tradizionale” non riuscirebbe mai a mettere in campo:

1) impiego specifico delle forze di Polizia Locale in accordo con le altre Forze dell’Ordine affinchè sia impedito ai clienti di fermarsi;

2) finanziamento di programmi di recupero per queste ragazze con assistenza psicologica e sicurezza contro gli aguzzini.

I cittadini hanno il diritto di vivere in una città dove le ragazzine (perchè di ragazzine si tratta!!!!) non sono costrette a vendere il proprio corpo. Le ragazze sfruttate hanno il diritto di vivere in una città che le aiuta a venir fuori dallo sfruttamento. E’ sufficiente tutelare i diritti di tutti!

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10 Responses to Pomezia: un comune senza prostituzione.

  1. carpazio scrive:

    Vedo di nuovo molta ipocrisia, si parla di polizia che dovrebbe impedire ai clienti di fermarsi, e magari di metterlo dentro che ci siamo , no? Ma non è forse il momento di pensare che ognuno si può vivere la sua vita come crede meglio, certamente nel rispetto degli altri con cui vive accanto? Ma davvero ancora si pensa che tutte sono le ragazze sono costrette a prostituissi e cosi via.. Siamo sicuri che non è una scelta di vita e allora “il diritto di tutti” dov’è ?
    Colpiamo durissimo quelli che sfruttano, e non penso che sia difficile, le altre , che ai me sono la maggioranza, lasciamoli vivere in pace, magari facendo leggi che le permettano di essere persone tra noi e non costrette a stare sul marciapiede !

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  2. odisseo scrive:

    Mi fa piacere che si apra il dibattito su questo argomento che temevo venisse ignorato anche in questa sede.

    A dirla tutta speravo che qualcuno tirasse fuori soluzioni alternative alla mia, per aprire un dibattito costruttivo e affinare insieme la soluzione al problema invece tu neghi che ci sia il problema….atteggiamento molto diffuso….

    Ritengo (e uso la tua stessa franchezza per esprimere il mio commento) che le tue considerazioni siano piuttosto superficiali e lontane dalla realtà.

    Caro Carpazio qui si parla:
    1) di sfruttamento di ragazze, spesso minori, che se anche apparentemente sembrano consenzienti sono indotte alla prostituzione con la violenza. Non bisogna guardare il risultato, ossia chi sono oggi, bensì’ le storie che hanno alle spalle.

    2) di uno spettacolo indecoroso, se secondo te le libertà individuali si devono spingere fino al fatto che gli atti sessuali debbano essere consumati per strada in pieno giorno mi trovi in totale disaccordo.

    3) di situazioni di pericolo per la viabilità, ho assistito io personalmente a una frenata di un “frequentatore” su via Ardeatina che ha sbattuto un motociclista per terra.

    In sintesi si tratta di disordine, di squallore, di inciviltà, pericolo e chi più ne ha più ne metta.

    La tua presa di posizione mi sembra quella di chi dice “è il mestiere più antico del mondo” che sottende un mantenimento dello status quo. Bè io credo che le cose non vadano bene così e mi auguro che qualcuno proponga soluzioni che vadano oltre le considerazioni del “bar dello sport”.

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    • carpazio scrive:

      Gentile Odisseo,
      se le mie considerazioni sono da ”bar dello sport”, allora permettermi di fare una considerazione generale sulla “linea” seguita nel articolo. Vedo molto di quel politichese che si sente speso in televisione, fatto dai politici di mestiere, che vogliono in questo modo sembrare eticamente puliti, al disopra dei loro elettori, ma che invece sono comuni mortali, con i pregi ed i loro difetti .
      Prima di dibattere sulle mie “considerazioni superficiali e lontane dalla realtà”, voglio ribadire che nel mio intervento non era da considerarsi esaustivo in quanto un semplice commento e non un dibattito. Siccome non mi pretendo un saggio, allora ho rivolgo il mio sguardo ai paesi dove un compromesso lo hanno trovato al problema.

      Vediamo punto per punto quello che gentilmente mi “rimproveri” come “atteggiamento molto diffuso”:
      1).”Sfruttamento delle ragazze minore”…etc. Se tu leggevi con attenzione ho espresso l’assoluta necessità di colpite con durezza chi sfrutta e induce alla prostituzione. La soluzione ? Ci sono le leggi, c’è la magistratura , la polizia etc. non credo che ci sia molto da discutere.
      “Dobbiamo guardare le storie che hanno alle spalle”. Ok, allora ti propongo la soluzione : fare il missionario nei paese di provenienza, dove la povertà, mancanza di prospettive, e una certa cultura i certi ambienti, determinano l’avvio sulla quella strada.
      2). ”Spettacolo indecoroso”. Mica ho detto che va bene cosi! La soluzione ? Come già espresso, servono degli leggi che riconoscono e che regolamentano questo tipo di “attività”. Magari riaprire le case chiuse , in questo modo si può sperare che almeno una parte delle prostitute si spostano li. E perché no, far pagare le tasse, controlli sanitari etc. Al livello locale si può solo reprimere, come è stato già proposto nel articolo, e come già avviene in molte parti . Dopodiché, chi non rispetta deve essere sanzionato.
      3) “situazioni di pericolo per la viabilità” . Be , questo è un motivo da “arrampicarsi sui specchi” !
      E’ cosi difficile far rispettare i cartelli e la segnaletica stradale ? Scusami, le frenate le fanno solo i clienti delle prostitute ?! Essendo un guidatore ne vedo tutti i colori, e non per colpa delle prostitute…

      Un ultima considerazione… se fossimo in un regime la soluzione sarebbe molto facile, ma siccome pretendiamo di vivere in un paese in cui i diritti e la liberta di tutti devono essere difese, allora non credo che proibire e reprimere, siano delle soluzioni valide.

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  3. Dario Vitiello scrive:

    Come analizza giustamente Odisseo, il problema non è di semplice soluzione, perchè di problema si parla, e non mi dilungo oltre…
    Potremmo interessarci di quelle che sono le politiche di questo Comune con le sue forze dell’ordine e le associazioni di prevenzione o di sostegno, e stimolarlo a portare avanti delle iniziative per arginare il fenomeno.
    Ti dirò di più Odisseo, nelle ultime due riunioni abbiamo accennato, senza approfondirlo, ad un progetto si sensibilizzazione al problema nella zona di Santa Palomba, e l’idea è stata accolta da tutti con entusiasmo, non sto qui a spiegarla, e ti esorto a partecipare alle nostre riunioni per approfondire l’argomento e definire un progetto…
    Ci incontriamo tutti giovedì alle 21.15 presso La Casa di Vetro in via Roma, 122.
    Vi aspettiamo tutti.

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  4. odisseo scrive:

    Carpazio per baassare i toni e ricondurli a un ottica costruttiva direi che

    1. in questa sede ovviamente non parliamo di modifiche alla legislazione nazionale, non stiamo stendendo un programma per una lista che si presenta alle elezioni nazionali.
    2. sembra che concordi con me che senza l’intervento delle forze dell’ordine mirato e io aggiungerei continuo non si risolverà mai il problema.
    3. io ritengo che sia giusto fare in modo che queste ragazze non siano costrette dalla fame a lasciare il loro paese, ma come per il punto 1, una volta che sono sul territorio devono essere assistite, sono esseri umani come noi.
    4. non trascurerei lo sfruttamento delle italiane, fenomeno marginale, ma che esiste.

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  5. mariod scrive:

    sono pienamente d’accordo con odisseo e ne condivido l’analisi.

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  6. galli walter scrive:

    ciao, in premessa credo che il mio pensiero si avvicini molto a quello di carpazio, che non significa essere dalla parte degli sfruttaatori.
    Credo che il fenomeno è gestito da leggi nazionali che non sono argomento che per ora o qui può interessare.
    Un consiglio comunale cosa può fare sull’argomento?
    si potrebbe fare come hanno fatto quei comuni con inasprimento delle punizioni agli utilizzatori finali, tipo foto consegnate a casa dai vigili vietare le soste etc ma ricordate che ci sono stati dei suicidi pensate alla disperazione. del resto noi uomini abbiamo questa debolezza ed è per questo che è il mestiere più antico del mondo.
    quindi cosa inserire nel programma?

    certamente no a ricorsi di metodi bigotti come quelli espressi sopra, al massimo si potrebbe sensibilizzare le forze dell’ordine invitandoli a indagare in maniera approfondita sull’argomento.
    e perchè invece non farsi promotori di un comune che chiede alle istituzioni nazionali di essere un comune pilota e sperimentare la prostituzione in maniera legale e controllata.
    pensate hai benefici in termini economici per il nostro comune.
    ovviamente sono mie opinioni

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  7. droxy scrive:

    Vi scrivo da Santa Palomba Roma Due. Probabilmente voi di Pomezia vivete la prostituzione da lontano e ne parlate appunto “lontani” anche dalle soluzioni.
    C’è poco da fare analisi, sociologia, studi per ipotetiche case chiuse o per arresti di massa.
    Tutto si potrà fare, ma qui c’è un’urgenza quotidiana di noi che ci viviamo in mezzo.
    Noi le abbiamo sotto casa. Qui bivaccano, fanno i bisogni,adescano, si accoppiano, sporcano tutto, ci sono i protettori, i clienti… cosa manca?
    Il controllo COSTANTE E CONTINUATIVO delle forze dell’ordine. Questo manca.
    E’ l’unico strumento che non metta a repentaglio noi residenti che, con le nostre iniziative personali, rischiamo brutto.
    Abbiamo già messo in campo due “marce pacifiche” su Via Fiorucci, con le nostre famiglie e i nostri bambini. Un’iniziativa tesa a scoraggiare i clienti. E in quei due giorni le prostitute si sono allontanate.
    Ma ieri, Domenica, evidentemente si erano preparati ad una nostra nuova inziativa e nel quartiere giravano i protettori pronti chissà a cosa.
    Noi non molliamo, perchè non possiamo mollare, se vogliamo restituire il quartiere ai residenti!
    Faremo di tutto, ma la cosa improcrastinabile è la presenza fissa delle forze dell’ordine. In attesa che si pongano in essere eventuali altri strumenti.
    Il movimento 5 stelle, nel suo programma politico, si è fatta carico anche di questo problema?

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    • Teodorico Minicucci scrive:

      Ciao Droxy,
      seguo da sempre il vostro comitato di quartiere
      e devo dire che è un esempio molto positivo di partecipazione.
      Da quello che scrivi si capisce che state vivendo un momento
      molto difficile, e state cercando di risolverlo facendo davvero di tutto,
      soprattutto coinvolgendo con le idee ed anche fisicamente
      gli abitanti del quartiere. E’ da un po di tempo che seguo e partecipo
      alle iniziative del movimento e ti posso dire che qui non troverai
      delle soluzioni preconfezionate, perché è tutta gente come te
      e me ovviamente, cittadini che cercano di discutere dei problemi
      della nostra città, cercando soluzioni spesso semplicemente di buon senso.
      Per questo mi permetto di dire la mia.
      Ovviamente andrebbe svolto un controllo continuativo da parte
      delle forze dell’ordine, ma mi sembra di capire che tutto questo
      non avvenga, o forse in maniera occasionale, comunque sicuramente
      non sufficiente a garantire la sicurezza del quartiere,
      forse anche per mancanza di personale o per la distanza.
      Ora io stavo pensando al motivo per cui c’è questa grande
      concentrazione di prostitute e mi sono ricordato che subito vicino
      al vostro quartiere (anzi attaccata) è presente quell’enorme azienda
      che è la Fiorucci, e probabilmente il gran via vai di mezzi di trasporto
      incentiva il commercio ed i commercianti del sesso.
      Allora mi chiedevo perché non chiedere proprio alla Fiorucci
      di mettere a disposizione del quartiere (magari in convenzione
      con il comune) la propria vigilanza interna, fornendo un recapito
      telefonico agli abitanti per una sorta di pronto intervento.
      O addirittura svolgere dei veri e propri pattugliamenti di tutta l’area
      ed intervenire con segnalazioni ed identificazioni,
      da attuarsi soprattutto nei confronti degli autisti dei mezzi
      che sostano nell’area, insomma scoraggiando i clienti.

      Un saluto
      mite

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  8. mariod scrive:

    …e magari prevedere un pattugliamento costante dei vigili urbani?

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