Il Decreto Legislativo 3 aprile 2006 n. 152, che contiene le norme in materia ambientale stabilisce, all’art. 205, gli obiettivi minimi di raccolta differenziata di rifiuti urbani (in termini di percentuale di rifiuti differenziati rispetto al totale di quelli raccolti).

Tali obiettivi sono:

  • almeno il 35% entro il 31 dicembre 2006;
  • almeno il 45% entro il 31 dicembre 2008;
  • almeno il 65% entro il 31 dicembre 2012;

A Pomezia la percentuale è ben lontana dal 65% previsto per la fine del 2012. E’ evidente ed ormai universalmente riconosciuto che per raggiungere tali livelli di differenziazione dei rifiuti la raccolta tramite campane e cassonetti stradali non è adatta.

Il sistema di raccolta differenziata porta a porta, che Pomezia sperimenta in alcuni quartieri dal 2008 con risultati incoraggianti, permette di raggiungere percentuali di rifiuti differenziati superiori all’80% rispetto ai rifiuti prodotti.

Dal 2008 ad oggi è stato fatto ben poco per estendere il servizio di raccolta porta a porta (PAP) a tutti i quartieri della città.

Pertanto la proposta è pianificare l’immediata estensione del servizio di raccolta PAP al resto del territorio comunale e mettere in atto il passaggio dal sistema di tassazione TARSU a quello basato sulla TIA.
La TARSU è l’attuale sistema di tassazione per la gestione del servizio di raccolta dei rifiuti urbani. E’ un sistema non equo perché prevede che la somma pagata sia proporzionale alla superficie dei locali soggetti al pagamento. Ciò significa che un locale ampio pagherà una somma elevata anche se i suoi occupanti producono pochi rifiuti.
La TIA, invece, prevede che l’utente paghi solo per la quantità di rifiuti effettivamente prodotta. In questo modo si innesca un meccanismo incentivante per i cittadini virtuosi che si impegnano nella raccolta differenziata, e ancora prima nella rinuncia a prodotti che generano rifiuti “inutili”.

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21 Responses to Estensione della raccolta differenziata Porta a Porta a tutto il territorio comunale

  1. droxy scrive:

    Mi chiedevo se siamo in grado di seguire anche l’iter di smaltimento dei nostri rifiuti differenziati.
    Sapete come e dove vengono smistati/recuperati?
    Se c’è già qualche articolo pubblicato qui su questo argomento, chiedo scusa, ma arrivo ora… mi devo ancora orientare!

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    • Fabio Fucci scrive:

      Ciao droxy,
      grazie per essere stata la prima a commentare questa proposta. Il tuo suggerimento è interessantissimo e arricchisce la proposta stessa.
      Non solo è fondamentale differenziare nel modo corretto. Come tu suggerisci, è molto importante verificare l’operato delle ditte incaricate. Dovremmo studiare un meccanismo per tracciare il percorso dei materiali, dal loro ritiro fino alla loro destinazione nei centri di recupero.

      Ottimo suggerimento. Grazie!

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  2. mariod scrive:

    Personalmente ritengo non più procastinabile questo sistema di gestione dei rifiuti, peraltro in un paese che si ritiene civile non è assolutamente accettabile questo modo di gestione che prevede ancora discariche e inceneritori!
    Il ciclo dei rifiuti deve essere chiuso in modo tale che NON rechi danni irreversibili né alla salute umana, né tantomeno all’ambiente.
    Questo è possibile affiancando alla raccolta Porta a porta, impianti TMB (tipo vedelago) e di compostaggio.

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  3. MariaTeresa scrive:

    Ciao Ragazzi,
    Ottime le idee fornite.
    I rifiuti possono essere anche una risorsa “rivendibile”, Non so se questo aspetto è stato da voi già contemplato.
    Se non fosse, in aggiunta direi di valutare se tra i centri di recupero possano esserci direttamente le aziende che utilizzano i rifiuti come materie prime.
    In tal modo si accorcerebbe la catena e potrebbe venirne un introito maggiore e diretto dall’azienda al comune a copertura dei costi per la gestione dei rifiuti.

    Il meccanismo che traccia il percorso dei materiali, in questa ottica, dovrebbe tener conto e se possibile garantire che siano attuate potiliche per favorire il rapporto diretto con le aziende, ad esempio che periodicamente vengano fatte delle ricerche di mercato per la scelta del miglior acquirente …
    inoltre differenziare la tipologia del rifiuto: es. i materiali edili possono essere riciclati direttamente presso i cantieri o centri di raccolta edili con il servizio a chiamata del cittadino, oppure alcuni materiali essere gestiti come gli “ecopunto” ed essere rivenduti in zona (compostaggio ai vivai o utilizzato per il verde pubblico, etc.).

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    • Fabio Fucci scrive:

      Grande Maria Teresa! Grazie per l’intervento.
      Questo strumento di partecipazione è fenomenale! Stiamo arricchendo la proposta con integrazioni di qualità.

      Dobbiamo affidare i materiali a centri specializzati come quello di Vedelago, che riescono a recuperare fino al 99% dei materiali conferiti.

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  4. MariaTeresa scrive:

    Ero tornata oggi per scusarmi della banalità dell’idea, poichè ho scoperto con grande emozione che esiste Vedelago e quindi l’idea è già una realtà!
    Comunque pensavo a una struttura propria del Comune, ampliando l’idea dell’attuale “isola ecologica”.
    Tra l’altro qualcuno ha già tentato di creare un Centro di recupero materiali ed è stato fortemente osteggiato tanto da dover rinunciare … non sarà facile …

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  5. mariod scrive:

    facendo riferimento sempre al Dlgs 152/2006, vorrei evidenziare degli articoli importantissimi:

    ART. 178 (10)
    (finalita)

    1. La gestione dei rifiuti costituisce attivita’ di pubblico
    interesse ed e’ disciplinata dalla parte quarta del presente decreto
    al fine di assicurare un’elevata protezione dell’ambiente e controlli
    efficaci, tenendo conto della specificita’ dei rifiuti pericolosi
    ((nonche’ al fine di preservare le risorse naturali)).
    2. I rifiuti devono essere recuperati o smaltiti senza pericolo
    per la salute dell’uomo e senza usare procedimenti o metodi che
    potrebbero recare pregiudizio all’ambiente e, in particolare:

    a) senza determinare rischi per l’acqua, l’aria, il suolo,
    nonche’ per la fauna e la flora;
    b) senza causare inconvenienti da rumori o odori;
    c) senza danneggiare il paesaggio e i siti di particolare
    interesse, tutelati in base alla normativa vigente.
    …omissis

    ART. 179 (10)
    (criteri di priorita’ nella gestione dei rifiuti)

    1. Le pubbliche amministrazioni perseguono, nell’esercizio delle
    rispettive competenze, iniziative dirette a favorire prioritariamente
    la prevenzione e la riduzione della produzione e della nocivita’ dei
    rifiuti, in particolare mediante:

    a) lo sviluppo di tecnologie pulite, che permettano un uso piu’
    razionale e un maggiore risparmio di risorse naturali;
    b) la messa a punto tecnica e l’immissione sul mercato di
    prodotti concepiti in modo da non contribuire o da contribuire il
    meno possibile, per la loro fabbricazione, il loro uso o il loro
    smaltimento, ad incrementare la quantita’ o la nocivita’ dei rifiuti
    e i rischi di inquinamento;
    c) lo sviluppo di tecniche appropriate per l’eliminazione di
    sostanze pericolose contenute nei rifiuti al fine di favorirne il
    recupero.

    ((2. Nel rispetto delle misure prioritarie di cui al comma 1, le
    misure dirette al recupero dei rifiuti mediante riutilizzo, riciclo o
    ogni altra azione diretta ad ottenere da essi materia prima
    secondaria sono adottate con priorita’ rispetto all’uso dei rifiuti
    come fonte di energia)).

    ART. 180
    (prevenzione della produzione di rifiuti)

    1. Al fine di promuovere in via prioritaria la prevenzione e la
    riduzione della produzione e della nocivita’ dei rifiuti, le
    iniziative di cui all’articolo 179 riguardano in particolare:
    a) la promozione di strumenti economici, eco-bilanci, sistemi di
    certificazione ambientale, analisi del ciclo di vita dei prodotti,
    azioni di informazione e di sensibilizzazione dei consumatori, l’uso
    di sistemi di qualita’, nonche’ lo sviluppo del sistema di marchio
    ecologico ai fini della corretta valutazione dell’impatto di uno
    specifico prodotto sull’ambiente durante l’intero ciclo di vita del
    prodotto medesimo;
    b) la previsione di clausole di gare d’appalto che valorizzino le
    capacita’ e le competenze tecniche in materia di prevenzione della
    produzione di rifiuti;
    c) la promozione di accordi e contratti di programma o protocolli
    d’intesa anche sperimentali finalizzati, con effetti migliorativi,
    alla prevenzione ed alla riduzione della quantita’ e della
    pericolosita’ dei rifiuti;
    d) l’attuazione ((del Titolo III-bis della parte seconda del
    presente decreto)), e degli altri decreti di recepimento della
    direttiva 96/61/CE in materia di prevenzione e riduzione integrate
    dell’inquinamento.

    ART. 198
    (competenze dei comuni)
    1. omissis
    2. I comuni concorrono a disciplinare la gestione dei rifiuti
    urbani con appositi regolamenti che, nel rispetto dei principi di
    trasparenza, efficienza, efficacia ed economicita’ e in coerenza con
    i piani d’ambito adottati ai sensi dell’articolo 201, comma 3,
    stabiliscono in particolare:

    a) le misure per assicurare la tutela igienico-sanitaria in tutte
    le fasi della gestione dei rifiuti urbani;
    b) le modalita’ del servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti
    urbani;
    c) le modalita’ del conferimento, della raccolta differenziata e
    del trasporto dei rifiuti urbani ed assimilati al fine di garantire
    una distinta gestione delle diverse frazioni di rifiuti e promuovere
    il recupero degli stessi;
    d) le norme atte a garantire una distinta ed adeguata gestione
    dei rifiuti urbani pericolosi e dei rifiuti da esumazione ed
    estumulazione di cui all’articolo 184, comma 2, lettera f);
    e) le misure necessarie ad ottimizzare le forme di conferimento,
    raccolta e trasporto dei rifiuti primari di imballaggio in sinergia
    con altre frazioni merceologiche, fissando standard minimi da
    rispettare;
    f) le modalita’ di esecuzione della pesata dei rifiuti urbani
    prima di inviarli al recupero e allo smaltimento;
    g) l’assimilazione, per qualita’ e quantita’, dei rifiuti
    speciali non pericolosi ai rifiuti urbani, secondo i criteri di cui
    all’articolo 195, comma 2, lettera e), ferme restando le definizioni
    di cui all’articolo 184, comma 2, lettere c) e d).

    3. I comuni sono tenuti a fornire alla regione, alla provincia ed
    alle Autorita’ d’ambito tutte le informazioni sulla gestione dei
    rifiuti urbani da esse richieste.

    4. I comuni sono altresi’ tenuti ad esprimere il proprio parere in
    ordine all’approvazione dei progetti di bonifica dei siti inquinati
    rilasciata dalle regioni.

    capite che le leggi ci sono e sono anche molto valide, il problema in questo paese è: applicarle!

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  6. odisseo scrive:

    Ritengo sia essenziale per completare il ciclo dei rifiuti la realizzazione di una centrale di compostaggio dove smaltire quello che viene chiamato l’umido.

    La realizzazione potrebbe essere anche concepita e organizzata tra comuni limitrofi abbattendo sensibilmente i costi. Ne ho sentito parlare oggi dal Sindaco di Albano che sembrava aperto a questo tipo di collaborazione tra Comuni.

    Per chi non lo avesse saputo oggi al Club 88, su via di Montagnano c’era un incontro proprio su questi temi erano presenti:
    Il presidente del XII Municipio di Roma;
    Il Sindaco di Albano;
    Il Sindaco di Genzano;
    L’assessore ai LL PP del Comune di Ardea

    E il Comune di Pomezia ? ASSENTE!

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  7. mite scrive:

    Salve ragazzi ci siamo visti alla precedente riunione, per me era la prima volta, spero di partecipare ancora ma nel frattempo vorrei dirvi la mia idea. Che ne pensate se, nell’attesa che nei piani alti delle grosse aziende si decidano a ridurre gli imballaggi, intanto i cassonetti per la raccolta differenziata carta, vetro, lattine e plastica, venissero messi direttamente e solo nei luoghi dai quali provengono e cioè i distributori, penso alla coop, a lidl, carrefour ecc., vai a fare la spesa con la busta piena di cose da riciclare e torni con la busta (ovviamente riutilizzabile) piena di cose. E se il comune non volesse si potrebbero convincere direttamente questi centri (in concorrenza con il comune) ad attivarsi in tal senso, per loro sarebbe un guadagno extra se facessero degli accordi diretti per il recupero dei materiali. Sarebbe un buon modo credo, per snellire e velocizzare la raccolta differenziata liberando in buona parte le strade dai cassonetti (meno traffico) e attivando senza grossi problemi ed in breve la raccolta porta a porta per l’umido.

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    • Fabio Fucci scrive:

      Qualcosa del genere la fanno in Germania con i vuoti delle bottiglie. Nei supermercati hanno macchinari dove le persone portano i vuoti e viene restituito loro un buono da scontare alla cassa.

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      • mite scrive:

        Ciao Fabio, si qualche cosa del genere l’ho vista fare anche io nelle COOP in Trentino, decisamente diverse da quelle che siamo abituati a vedere qui da noi, molto semplicemente si riportava il vuoto del latte come si faceva tanti anni fa ovunque in Italia, mai dimenticarsi del passato. Non mi ero spinto così lontano perché queste sembrano cose fantascientifiche oggi da noi. Pensavo a qualche cosa di più semplice che coinvolgesse in maniera più diretta e responsabile coloro che producono e distribuiscono, infatti potrebbero tranquillamente prendersi l’onere di recuperare tutto ciò che è riciclabile intanto, ed indirizzarlo al recupero di tasca loro diminuendo le spese dei comuni, dopotutto noi paghiamo per recuperare e smaltire i prodotti che LORO immettono sul mercato, e non fanno certo sconti per questo.

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  8. giuseppe raspa scrive:

    nel banchetto di sabato al Mercatio di Poemzia una signora di Martin pescatore mi ha detto: “Ma perchè il comune non distribuisce i sacchetti per la raccolta Porta a Porta, anzichè pagarli io?” Io ho detto ” Ma se lei va la Comune li distribuiscono” e lei “Ah, non solo devo fare la raccolta differenziata, non solo non mi abbassano la tassa come promesso, in più devo pure andare io al comune a prendere i sacchetti. E poi i pensionati anziani come fanno? ”

    Ha perfettamente ragione. Propongo che l’addetto al ritiro dei rifiuti almeno una volta al mese lasci un kit con i sacchetti ( lo può inserire dentro il bidoncino svuotato).
    Ciò incentiva sicurtamente le persone a fare correttamente la differenziazione , poichè spendere soldi giustamente è un deterrrente ad agire correttamente .

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  9. Giuseppe Raspa scrive:

    La società che provvede alla raccolta DEVE specificare con chiarezza , magari imprimendolo sul contenotori, quale rifiuto può essere conferito secondo i Codici Universali, che sono ormai presenti su ogni prodotto.

    Così ognuno non deve sempre chiedersi se può o meno conferire quel tipo di materiale

    http://it.wikipedia.org/wiki/Codici_universali_internazionali_di_riciclaggio

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  10. gerry.signorelli scrive:

    Hola
    anche secondo me la raccolta differenziata porta a porta è una priorità assoluta!

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  11. Pasquale Nicolardi scrive:

    Salve, sono qui per esporre la situazione “immondizia” a Campo Jemini, che è di fatto disastrosa. Da mesi ormai, i cassonetti di Campo Jemini sono stracolmi già in mattinata, in quanto tutti gli abitanti di Torvajania e Torvajanica Alta che “devono” fare la Differenziata, passando da Campo Jemini, depositano la loro immondizia, rendendo saturi i cassonetti già alle prime ore del mattino.
    Mi chiedo se il Comune di Pomezia sia a conoscenza di tutto ciò e se non sarebbe utile far partire la differenziata in tutte le località del Comune e non solo in alcuni quartieri.
    L’attuale situazione è davvero scoraggiante, all’apparenza sembra che la differenziata funzioni correttamente, ma è solo un’illusione nella realtà dei fatti.
    Presto, documenterò con foto, l’attuale situazione.

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    • mariod scrive:

      io l’ho già fatte le foto..lasciano senza parole!!!
      ciò che noi auspichiamo è proprio l’estensione del porta a porta in tutto il territorio comunale!

      Pasquale aiutaci anche tu nelle nostre battaglie (volte esclusivamente al bene comune!).

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  12. mite scrive:

    Interessante articolo
    “Albano Laziale, Quattro ragazzi per dare il via alla raccolta differenziata”
    http://www.paconline.it/wordpress/blog/archives/34034
    qui da noi manca proprio la volontà di fare e di ascoltare i cittadini.
    Teo

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  13. Mario scrive:

    Salve, io credo che la raccolta differenziata a porta a porta e non è solo il ternminale di tutto un percorso.
    A mio avviso per ridurre tutta questa trafila si dovrebbe lavorare a monte e non a valle come si fà ora.
    Perchè non si elimina tutto quell’inutile generare di plastica, polistirolo, cartone e quanto altro ci propinano quando andiamo per esempio al supermercato?
    Perchè per vendere due fettine di carne ci vuole un recipiente enorme di polistirolo e tanta pellicola ?Non basterebbe prendere semplicemente le due fettine dal macellaio interno al Supermercato e avvolgerle con un semplice foglio di carta alimentare?Il detersivo per esempio perchè non riusare il flacone già in ns possesso e riempirlo di nuovo ?
    Di esempi ce ne sarebbero a bizzeffe vedi la vecchia bottiglia di latte in vetro o di acqua che quando vuota veniva restituita e se ne prendeva una nuova…..
    Torniamo indietro di una cinquantina d’anni che ci farebbe bene almeno per l’ecologia….

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